Fuck Food/Lettere a Catarina

On 06/11/2012 by alecascio

Ti chiedo scusa.
Per l’haute cuisine e la scrupolosa critica gastronomica che valuta con impegno la mescolanza di sapori e tecniche culinarie. Ti chiedo scusa se pubblicizzo un alimento tra un tempo e un altro di una commedia di successo per sbaragliare la concorrenza di altri mille equivalenti. Ti chiedo scusa perché spesso devo perdere peso per essere migliore.
Porto avanti lotte contro o in difesa del cibo piangendo su salsicce di vitello e sfilando ai cortei su suole di cuoio. Glorifico santi e Dei riempiendomi lo stomaco e considero il digiuno un onore al cielo.
Ti chiedo scusa se ho avuto così tanta scelta da sviluppare per le pietanze un gusto fine ed eccezionale tanto da sintetizzare il mio menu ideale in poche varietà di qualità.
Scusami se esibisco i miei piatti con eleganti composizioni e uso la frutta come centrotavola, se metto accanto al cibo aggettivi accattivanti, uso per gl’involucri immagini invitanti e spassosi appellativi per ciò che contengono.
Scusami, non per ciò che ho fatto, ma per quello che adesso sto facendo e che non smetterò di fare.

Alessandro Cascio – Fuck Food

Catarina, porgere i propri auguri a chi invecchia di un anno è come complimentarsi con chi ha appena preso una stecca sul palco del Banana Chic. Sarei voluto morire giovane, ricco e famoso, ma ho ormai quarant’anni, in tasca pochi spicci e sono anonimo come una chiamata sbagliata. Pensavo di poter vivere come in un film, invece mi ritrovo in uno scadente serial per casalinghe che verrà interrotto da una produzione in bancarotta senza neanche un degno finale. Mi hai detto una volta che unendo i punti luminosi nel cielo si può vedere il volto di Dio e così me ne sto qui seduto a guardare le stelle cercando di dare sembianze a chi ti ha portato via da me. La vita è un sorcio nella dispensa, ladra, ti lascia le briciole. Ho svuotato una bottiglia di sherry e l’ho mandata per mare prima di questa con un messaggio dentro: “Pessima marca, pessimo vino”. Spero che i posteri apprezzino e che tu, dall’altro lato dell’orizzonte possa occuparti di me più di quanto io non abbia saputo fare con te.
Shaun

Shaun, morire giovani equivale a non vivere affatto, perché il bello della giovinezza si gode nei ricordi della senilità. Un film va prima scritto, recitato, girato e montato e solo quando tutto è già accaduto possiamo goderne. Poco importa se dopo l’ultimo ciak gli studios sono stati smantellati e gli attori abbandonati all’alcolismo e all’accattonaggio, il sogno rimane ed è di quello che noi godiamo. Non esisterebbero sorci nella tua dispensa se non avessi dispensa e cibo, ma invece di ringraziare per ciò che possiedi, hai scelto di bestemmiare per ciò che ti è stato tolto. Il Palo Cortado è una buona marca, ma è un incrocio tra due secchi e ci vuole un palato raffinato per apprezzarne il sapore leggero e sofisticato, non è adatto a un bevitore di Southern che, come tutti i consumatori di whisky, non può che essere cinico e fatalista. Prova ad amare la vita come i bevitori di maraschino, prova a vivere un giorno con il naso rosso e con l’alito che sa di caramella e forse le tue parole per me e per i posteri saranno più ricche di passione la prossima volta. Auguri e complimenti, non per la stecca, ma per essere riuscito a rimanere impassibile sul palco dopo averla presa.
Per sempre tua, Catarina

A.Cascio – Lettere – Happy Birthday Shaun, Da: Tutta la maledetta verità su Escobar

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