Stupidi e baci

On 19/11/2012 by alecascio

Sono un codardo, fuggo di fronte all’ignoranza e alla superficialità.
Mi sono svegliato un giorno malato di stùpeofobia: quando mi trovo in un ambiente pieno di stupidi soffro di tachicardie, tremori, vertigini e sudorazioni eccessive. Le risate facili mi opprimono il petto. Se non sono associate alla felicità o non sono nate da alti concetti minimizzati in una brillante battuta, provo sensi di colpa che mi spingono ad autoinfliggermi dolore e sofferenza. La malattia mi rende diverso, soggetto agli sguardi di chi m’incontra o per caso si scontra con me e compassionevole mi chiede: “Ciao, come stai?”
Come sto. Pretendono che risponda in un secondo a una domanda che mi pongo da trentanni. Quelli come me, per volontà divina non dormodotati, non ci riescono. Provano a scuotermi un po’ parlandomi in modo leggero, prendendo in giro il passante, l’amico che “se non l’hai visto, ti avverto, è diventato grasso e senza capelli” o la vecchia che si guarda intorno sul marciapiede come se fosse stata appena teletrasportata.
Sono un codardo, fuggo di fronte ai convenevoli e alle smorfie di rito e nonostante le cure gratuite della televisione, non sono riuscito ancora ad uscire dal guscio, perchè la codardia non ha medicina, si cura col tempo, separando un malato dall’altro per non rischiare l’epidemia.
Ho medici bravi, ogni tanto qualcuno mi chiama e mi conforta.
“Ale” mi dice, “quanta gente era come te un tempo e adesso è guarita”.
Ed è con questa speranza che vivo, a volte ci provo, ma sono un codardo e dopo mi rintano: in una grande città, in un museo, in una biblioteca, in un cinema o un teatro, lazzaretti semivuoti che, a noi codardi, ci permettono di respirare forte e di non sentirci soli.

Alessandro Cascio

Il bacio è un impostore che non sa reggere la farsa, messo alle strette finisce che confessa. Se smetti di baciarla è segno che non l’ami e allora non importa cosa dirai a tua discolpa: perdi tempo, il bacio si è già dichiarato colpevole. E quando fisso il vuoto, il modo che ho da sempre di guardare in faccia Dio, mi domando perché, se il bacio è così puro e il sesso così sporco, il cielo non c’ha permesso di procreare baciando, che sì i bambini, allora, sarebbero tutti nati per amore.

A.Cascio – Da: Ditemi tutto sui baci, Autobiografia postuma di Chicco Schacchi

Oggi mi sono svegliato con una bella intervista pubblicata dal professor La Volpe.
http://blog.libero.it/LettureLibere/

 

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