Zibaldone di pensieri

On 04/03/2013 by alecascio

Non sono i preti ad avere la tendenza alla pedofilia. Sono i pedofili ad avere la tendenza al cattolicesimo.
A.Cascio – Cose che non sapevate e che ora sapete

Oggi capito per caso s’un forum di sole donne, si chiama “Forum al femminile”. Leggo:

“Che ne dite degli uomini senza palle? Secondo me sono tutti o quasi tutti cosi: scappano di fronte ai rapporti seri, scappano prima del matrimonio, scappano di fronte alla richiesta di una maternità; si nascondono e non ammettono i loro tradimenti, hanno paura di assumersi responsabilità, sono confusi insicuri se si sposano si fanno trattare da zerbino dalle mogli fanno tutto quello che gli chiedono le mogli. Non sanno cosa vogliono. Perchè secondo voi?”
Sandra

Le rispondo:

“Cara Sandra, abbiamo un istinto primordiale immutabile che anche dopo migliaia di anni di evoluzione non può essere contrastato: noi di solito diciamo che ‘è natura’. Fin dai tempi degli ominidi l’uomo è stato abituato a combattere, cacciare, a gestire ciò che richiede forza e carattere. La donna invece pensava più a quello che Nietzsche definiva ‘il riposo del guerriero’. C’erano dei ruoli e uomo e donna, fin da piccoli, venivano addestrati ai loro compiti. Con l’emancipazione, il femminismo, con l’idea che uomo e donna dovessero essere uguali (idea che in gran parte approvo se si parla di pari diritti) è avvenuta quella che gli studiosi definiscono ‘castrazione’. L’uomo si è visto spogliato di quei ruoli che gli appartenevano per ‘diritto divino’ e ha dovuto gareggiare oltre che con i contendenti maschi anche con le contendenti femmine, avversari difficili da battere perchè dotati di quegli organi genitali e di quelle forme per le quali l’uomo è facile che perda la testa. Questo non vuol dire che la donna non perda la testa per le forme maschili, ma che, se prima la donna era contesa da individui dominanti e si concedeva al maschio più forte e che potesse prendersi cura di lei, adesso, con l’emancipazione sessuale, può giostrare la propria fica in modo tale da ottenere vantaggi di svariate tipologie: lavorative, psicologiche, fisiche. A noi è rimasto l’istinto, a loro si è aggiunta la ragione. La sessualità maschile infatti, non si basa solo su una mera componente ormanale, ma su una forte dipendenza psichica. Questo perchè in realtà l’uomo non ha alcun bisogno di accoppiarsi per procreare, nulla nel suo corpo può accogliere vita (la procreazione è quasi indispensabile per una donna), quindi madre natura ha pensato bene di renderlo drogato, impossibilitato a fare a meno del sesso caricandolo di esplosioni ormonali perenni. Si è creato con gli anni un gioco di potere da cui gli uomini spesso escono perdenti. Oggi molte donne castrano i loro uomini e quando li hanno annullati come esseri maschili, li additano come mezze seghe, cercano altro, cercano i veri uomini, magari quelli che somigliano al proprio partner prima di essere stato castrato. Il meccanismo è dettato dall’incontro tra due pensieri, quello primordiale che vuole la donna spalleggiata, rassicurata, guidata dall’uomo e l’altro, quello evolutivo, che la vuole padrona, superiore, determinata. Gli uomini perdono il ruolo predominante, si accoppiano tra loro, non riescono a gestire i rapporti, si accasciano sulle ginocchia al primo scontro, coscienti che se vogliono accoppiarsi devono farlo a una condizione: castrarsi. Quanto meno assurdo e paradossale, come assurda e paradossale è la mente umana.
La prossima volta che un uomo ti manda a fanculo perchè hai fatto la stronza, ringrazialo, quello è l’ultimo di un gregge che si perderà tra i boschi e scomparirà per sempre, presto o tardi, un individuo dalla forte componente animale che l’umanità femminile rimpiangerà per sempre.
Un abbraccio,
Alessandro Cascio”

 

Per farmi smettere con le mie Marlboro mi ha portato all’obitorio e mi ha mostrato i polmoni bene in vista sul torace aperto di due tizi. Il primo paio era di un non fumatore, limpido, pulito, l’altro, quello annerito e putrido, di un fumatore incallito.
“Cristo Dio, che cazzo importa” gli ho detto, “sono morti entrambi!”
E questo mi ha fatto venire una gran voglia di farmi una paglia.
AC – Morire in salute

“Cristo Dio, fumo troppo e bevo il doppio. Credo che sia un desiderio represso di morire. Va sempre peggio, quando vado a letto con una donna spesso fingo”.
“Beato te” mi risponde, “io spesso fingo di andare a letto con una donna”.
A.Cascio – Tutta la maledetta verità sugli uomini

Il meteo. Pensavo che a Palermo domani ci fossero 21 gradi e mi stavo preparando per l’abbronzatura con tanto di zainetto e telo da spiaggia. Solo quando ho scoperto che a Juventus ne avrebbero fatti 59 ho capito che stavo guardando la classifica di serie A.
A.Cascio – Maledetto sport coi piedi

Le ho chiesto se me la dava, ma mi ha risposto “guarda che io non sono una dal sesso facile”. Così le ho controbattuto che avremmo potuto farlo sull’amaca in giardino, legati mani e piedi.
Non mi ha più chiamato.
A.Cascio – Cose andate male

La mia intervista con racconto sul quotidiano della Repubblica di San Marino

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“Chi è costui, Miss Mary?”
“E’ un matematico, è uno che conta”.
A.C. – Battute all’insaputa

Oggi ho incontrato Licia Colò, l’ho fermata e le ho chiesto se voleva fare una foto con me. Mi ha detto che andava di fretta perchè “sai, alle cinque di solito vado in palestra”.
“Lo so, lo so” le ho risposto, “ti ho appena detto che ti seguo sempre”.
A.Cascio – Strelking, l’arte di perseguitare i montanari

Ieri due napoletani hanno cercato di vendermi il Colosseo per 500 euro. Li ho fregati entrambi, l’ho pagato con una banconota falsa.
AC

Dicono che per dimagrire bisogna bere tanto. Va bene la forma fisica, ma così rischio una cirrosi.
AC

Lo scorso anno ho fatto la mia prima orgia. Io con altre cinque ragazze. In cinque diversi giorni, è vero, ma cosa cambia? In fondo ho un solo cazzo.
AC – L’orgia è un’illusione

Ho preso tre chili mangiando un barattolo di Nutella di 500grammi. Tre chili, capite? Eppure c’era scritto 500 grammi. Ora sto citando la Ferrero per pubblicità ingannevole.
AC

Il sesso. A me piace farlo in modo convenzionale. Lei ferma e coricata e io sopra che faccio su e giù. Nel sesso non ho una grande immaginazione, da piccolo mi facevo le seghe con la mano destra pensando alla mia mano sinistra.
A.Cascio – Ditemi tutto sui baci

Noi leghisti non siamo ancora riusciti ad ottenere abbastanza potere. Lo so, lo so, io sono siciliano doc, ma da sempre voto Lega sperando che riescano finalmente in questo benedetto secessionismo e si levino una volta per tutte dai coglioni
A.Cascio – Da: Da quando mio nonno campagnolo ha visto la morte del cigno a teatro, non tira il collo a una gallina se prima non gli intono Čajkovskij.

L’amore è volteggiare in aria tra una corda e un’altra sospesi nel vuoto. E volteggiare in aria tra una corda e un’altra sospesi nel vuoto è come uno scimpanzè con un cappello: non ha alcun senso fuori da un circo. L’amore, quindi, o è un circo o non ha senso
Alessandro Cascio – L’amore è un circo

Vi pesterei tutti, voi che mi mandate inviti a premi di poesia. Sono uno scrittore, non ho bisogno di andare “a capo” per risultare credibile e sopratutto non ho bisogno di premi per sentirmi tale.
AC, la parte cattiva

Il figlio della mia vicina di casa ha soli otto mesi e già parla come un uomo politico.
Dice: è un prodigio.
No, semplicemente non si capisce un cazzo di quello che dice.
A.Cascio

 

BASTARDO DI UN CRIMINOLOGO DEL CAZZO
Corso di formazione per giovani presuntuosi

Bastardo di un criminologo del cazzo.
Mi ha colto alla sprovvista. Eppure mi ero preparato. Avevo passato quindici minuti in auto a concentrarmi tramutando le mie falsità in verità almeno nella mia mente, per poterlo contrastare, ma lui sapientemente ha aspettato che abbassassi la guardia e mi ha raggirato.
“Qui non cerchiamo di convincere gli altri a comprare le nostre aspirapolvere, non induciamo la gente a firmare contratti poco convenienti con matematica e filosofia” mi disse alla prima lezione: “La tua capacità di leggere la mente servirà a non farti fottere, servirà a migliorare la tua vita e quella di chi ti sta intorno, è qualcosa che ha a che fare con l’anima, non con il denaro”.
Sto studiando per diventare Dio, ho detto a una mia cara amica poco prima di salire in auto, ma non le ho detto che per ora non sono altro che un Serafino, in piedi all’ultima fila tra le file degli angeli, lì per cantare in coro quando appare il Supremo e per fare da colonna sonora a ogni dipartita. Se mi avesse letto la mente avrebbe capito che l’ho trovata nostalgica questo pomeriggio, assorta, immersa in un paio di pensieri ingombranti, ma anche molto bella. Avrebbe capito che le voglio particolarmente bene perché la trovo in gamba, in grado di stare al mondo.
Potevo dirglielo, ma la sincerità i formatori non la insegnano.
Non sono incazzato con altro se non con me stesso, per aver creduto di poter fottere il primo dei trombatori: io sono il Re dei trombati.
Ho saltato quindici giorni di lezioni inventando al capo che me ne sono andato a Roma per del lavoro da sbrigare. Per telefono ho sentito il suo collaboratore, non lui, e a quello puoi infilargli una banana nel culo convincendolo che sia una nuova cura per l’influenza.
Oggi sono arrivato sorridente, con la mia solita camminata decisa a spalle larghe sfollagente che comunicano fiducia e forza. Quando me lo sono trovato di fronte l’ho infinocchiato con le mie storie, ho chiuso gli occhi e mi sono seduto nel cinema buio della mia mente a guardare colori in uno schermo immaginario: si chiama training superiore, serve a capire quanto sono deciso e determinato.
Vedo rosso, viola, arancione. Il giallo invece assume svariate sfumature che niente hanno a che fare con il colore che vedono i perdenti e gli incapaci, i subdoli e la gente priva di scorza. Guardatevi, adesso: se state indossando il giallo acceso con fierezza avete qualcosa da nascondere a voi stessi e agli altri. Qualcuno, io per esempio, potrebbe prendervi per commedianti, per malvagi.
La lezione non è ancora iniziata, ne approfitto per andare in bagno ed è qui che abbasso la guardia.
“Alessandro” mi chiama, “pioveva a Roma?”
Così, colto di sorpresa chiedo: “A Roma?”.
E dove se no? Gli ho appena detto che non ero in città, per quale motivo prendo tempo? La pioggia se ci fosse stata, l’avrei bestemmiata abbastanza da essere pronto a scagliare su di essa parole di disprezzo, ma invece pongo quella stupida domanda.
So di stare sbagliando tutto, ma non si può bloccare la spontaneità una volta partita, sarebbe come frenare di colpo un cavallo al galoppo. Guardo dalla parte della creatività, i miei occhi non sono ad altezza uomo, ma sono rivolti al cielo, il simbolo primordiale dei mondi sconosciuti. Fossero rivolti a terra starei inventando per vergogna o starei dicendo la verità con incertezza, ma guardo al cielo come ogni bugiardo e infilo le mani in tasca.
“Di cosa hai paura?” sembrano dirmi i suoi occhi: “Che qualcuno le veda tremare?”
Il mio parlare veloce e in modo insistente non da scampo a nessun dubbio.
Sono uno scrittore, ho 35 anni e saprei riconoscere un falsario da come cammina, so quanto ti scoperebbe una donna da come ti stringe la mano, dalla quantità di virgole che usa nello scriverti un messaggio o da come posiziona gli occhi nei tuoi. C’è chi lo fa con dimestichezza, c’è invece chi forza il viso perché sta impegnandosi a non abbandonarsi e c’è chi non ti guarda neppure. A loro piace essere lette, specie quando vorrebbero farti sapere qualcosa senza l’imbarazzo che creano le parole. Gli uomini invece ti odiano perché devono essere quelle mezze seghe che sono, quando lo sono, uomini o mezze seghe.
Non uso stratagemmi con gli amici, con la mia ragazza, con i miei genitori, sei troppo coinvolto per poterlo fare e sei portato per natura a fraintendere. Purché gli amici non stiano per diventare nemici e la tua donna non stia per diventare la tua ex, non puoi far altro che affidarti alla fiducia: ma gli altri, Cristo Dio, gli altri invece …
Così mi sono seduto qui a sfogare la mia rabbia per essere stato così presuntuoso da voler superare il maestro, che nonostante sia fermo, non ha alcun timore che qualcuno lo raggiunga perché in questo campo chi corre di più arriva ultimo.
“Mi sta leggendo la mente?” gli chiedo.
Lui sa che io so che lui sa. Io so che lui sa.
“Lo stai facendo anche tu, altrimenti come avresti fatto a capirlo?”
Sì, ma mentre lui ha la coscienza pulita e se la lascia scrutare, io ho qualcosa da nascondere: ho tentato di fotterlo.
La sua segretaria è una gran bella donna ma senza un briciolo di cervello, una Ferrari senza motore. Il capo dice che le insegna più lei sulla società che Dale Breckenridge Carnegie.
“Perché il mondo oggi è così, Alessandro, seducente ma incapace di spingere i propri pensieri oltre la propria fronte”.
Bastardo di un criminologo del cazzo.
A.Cascio

Certe opere di Dio sono così affascinanti che possono anche fermarsi al primo atto
A.Cascio – Marilyn Monroe

La polisofia e la filotica casciana è stata definita da più di mezzo milione di persone che in sei anni ne hanno letto degli spezzoni sparsi per il web: “Geniale, folle, allucinante, bellissimo, onirico, mitico, appassionante, capace di stregare, indimenticabile, estasiante, alcolico, poetico, sensuale, la cosa più fica mai letta”

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Touch and splat, il fumetto, edizioni ESC/Il Foglio con la prefazione del maestro del cinema Ernesto Gastaldi (sceneggiatore di C’era una volta in America e Pizza Connection) ora anche su:

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