Humadroid (Chappie) di Neill Blomkamp

On 19/06/2015 by alecascio

humandroid-chappie-yolandi-visser

Humadroid (Chappie)
di Neill Blomkamp

Per la serie “Wow Movie”, serie da me creata in questo momento per soddisfare il vostro bisogno di omologare ogni status, oggi vi parlerò di Chappie, erroneamente chiamato dalle case di produzione “Humandroid”. Il cambiamento di titolo credo sia costato al film milioni di spettatori e anche il trailer non c’ha fatto una bella figura facendo passare la “pellicola” per uno di quegli sparatutto in terza persona degni di un videogames. E ditemi la verità, questa cosa del robot che diventa umano e degli androidi nelle forze di polizia vi ha fatto un po’ girare le palle, per questo non siete andati a vederlo. C’è Hugh Jackman, avrete pensato, sarà uno dei soliti film di azione in cui si mostrano i muscoli.
NIENTE DI PIU’ SBAGLIATO, semplicemente perché il film è di Neill Blomkamp, quello di District 9 e Elysium, quello dell’anima ad ogni costo e il solo fatto che il prodotto esca dalla sua geniale mente vi dovrebbe far pensare che ci sia qualcosa in più.
Neill ci ha abituato a una formula: stravolgi i luoghi comuni, cambia prospettiva, mettici dentro il grande mistero dell’esistenza. In District 9 ha trasformato gli alieni in profughi ghettizzati, qui ti fa innamorare dei cattivi senza doverli per forza rendere simpatici o accattivanti. Ti fa odiare i buoni che dopotutto (salve la naturale eccezione voluta dalla trama) rimangono nei canoni del rispetto della legge.
Chappie è un robot in cui viene installato un software che lo rende umano, un software che con l’esperienza di vita crea coscienza. Viene allevato da un gruppo di gangster atipici e, pur mantenendo la parte giocosa, diventa anche lui un criminale, benché per scopi più nobili del semplice denaro. Camminerà e parlerà come uno di essi, avrà anche un collanone d’oro.
I cattivi sono più di quanto si possa immaginare, i DIE ANTWOORD​ sembrano quasi più bravi a recitare che a fare musica, ma il quasi e d’obbligo, per chi la ama. La nostra amata Yolandi Visser (che nel film usa il suo vero nome) è a dir poco sensazionale e in qualche modo, a suo modo, eccitante. Ninja, anche lui usa il suo nome d’arte, è uno dei migliori cattivi in circolazione e, neanche a dirlo, sarà lui a convincere il dolce robot a diventare un gangstar.
Hugh è il mad man della situazione, non l’eroe e anche qui Blomkamp ha deciso di mischiare le carte. Sarà bello vedere crescere Chappie (che inizialmente è solo un bambino) e tifare una buona volta per i cattivi sapendo che i tuoi sogni di conquistare il mondo non verranno necessariamente infranti da Wolverine. O forse… non posso dirvi nulla, ma una cosa posso svelarla senza spoiler: il film si incamminerà verso un finale splendido, il migliore che si potesse pensare.
Ma c’è molto di più, c’è il rapporto tra creazione e creatore, c’è Dio(n) e la sua illogica logica che niente ha a che vedere con il mondo dei cyborg, ma è più qualcosa che ci tocca più da vicino.
Ma che ve lo dico a fare, guardatelo e basta.
a.c.

Comments are closed.