Il mostro Vagina

On 22/05/2016 by alecascio

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<<Papà>> mi chiama il piccolo Tommy anche se gli ho detto mille volte che non sono il suo vero padre, che quell’alcolizzato lo ha abbandonato da piccolo per fuggire in America con una prostituta Kenyana:
<<Come nascono i bambini?>>
Pensavo che questo tipo di domande fossero solo un’ invenzione dei registi, per creare quel momento di imbarazzo e ilarità che distende lo spettatore, non avrei mai pensato che un bambino potesse interessarsi davvero a questo genere di cose.
<<Li portano gli alieni>> ne sparo una.
<<E allora perché ci sono i genitori?>>
<<La storia è lunga, parla di un mostro, sei sicuro di volerla sentire?>>
Mi dice di sì, si siede e io sono costretto a raccontargliela. Mi concedo un dito di Scotch irlandese e ne verso un po’ anche al piccolo, sono contento che il suo primo bicchiere lo beva con me.
<<Dì un po’>> brindo e il tintinnio del cristallo intona un’angelica nota che risuona per tre secondi fino a che gli angeli non la portano via con loro in Paradiso: <<Hai mai bevuto con i tuoi amici prima d’ora? A me puoi dirlo, anche io da giovane facevo le cose di nascosto>>.
<<No>> risponde lui e butta giù come fosse Té alla pesca, tosto il tipetto: <<Mia madre non vuole perché ho quattro anni>>.
<<Il mio cane a quattro anni si ingroppava mezzo quartiere, siete un po’ ritardati voi inglesi>>.
Rosemary mi ha svegliato incazzata nera stamattina, mi ha urlato una delle sue parole anglosassoni di cui non riesco a capire il significato perché qui vanno al risparmio e usano un solo vocabolo per dire più cose. Qualcosa come “weehrk” che non esiste, è solo per fare un esempio, qui a Londra può voler dire “fottiti”, “cambia canale”, “hanno suonato”, “due”, “lascia le chiavi sotto la porta”, “salvadanaio a forma di porco” e “sacchetti di uvetta e mandorle”. E’ il contesto che stabilisce il significato della parola “weehrk”, ma se una mattina qualcuno apre la porta e ti urla “weehrk” come la comprendi, puoi solo dirgli: “Hey, come vuoi che ti capisca? Entra, siediti, creiamo prima un contesto, inserisci quella parola afona in una frase o due, crea un contesto”. Ed è per questo che non capisco gli inglesi, per questo non posso fare a meno di vivere al sud dell’Europa, in cui su per giù siamo tutti uguali. Una volta mi sono seduto a un tavolo con uno spagnolo e abbiamo intrattenuto una lunga conversazione ubriachi ognuno nella sua lingua, senza dover dare il privilegio a un solo interlocutore o fare a testa o croce.
Alla fine ognuno è andato per la sua strada e io mi sono scopato la sua donna e ho preso in prestito la sua auto, come lui mi aveva chiesto di fare salvo poi pentirsene il giorno dopo chiamandomi Fijo de puta, te mato, che credo voglia dire che sono matto e che dovevo portargliela per le tre e mezza, la macchina.
<<Sei stato tu a raccontare al bambino del mostro?>> dice Rosemary.
<<Se sai fare di meglio, raccontagliela tu una storia credibile>>
<<Chiunque avrebbe fatto di meglio, ma come ti è venuto in mente?>>
Il mostro Vagina credo sia una delle storie più creative mai raccontate a un bambino, sono rimasto deluso dalla dura accoglienza della critica, mi sarei aspettato almeno un sette, non un “weehrk”.
<<Non mi si avvicina più, per colpa tua e della tua storia ora crede di essere un alieno>>.
<<Potrebbe esserlo, ha buttato giù mezzo bicchiere di Scotch fatto in casa in un sorso solo e si è svegliato abbastanza lucido da ricordarsi ogni cosa>>.
Gli ho raccontato la storia di questo alieno che vive tra le gambe delle donne e con l’ipnosi riesce a imbambolare gli uomini, ad avvicinarli, intrappolarli e succhiargli via una fetta di vita, lasciandoli morire lentamente dopo averli risputati via. Dopo nove mesi il mostro Vagina rigetta una sorta di piccolo mostro con la testa enorme e il corpo piccolo chiamato bambino. E’ il loro modo di uccidere la razza umana e creare una stirpe nuova che ripopoli la terra.
<<Weerhk!>> urla Rosemary, qualcosa di simile insomma. Poi mi dice di andarmene da casa sua.
Così mi ritrovo di nuovo per strada e un’auto nera si ferma di colpo e mi chiede: <<Amigo, você necessita um táxi?>>
<<Anche tu del sud Europa>> tiro un sospiro di sollievo, <<se potessi darmi uno strappo a Camden te ne sarei grato>>.
<<A viagem custa quatro pounds por quilómetro>>
<<Grazie>> rispondo, mi siedo accanto a lui e accetto il passaggio, tanto credo abbia detto che abita anche lui da quelle parti, sono al verde ma quando ci fermeremo gli offrirò una birra, mi sono rimaste un paio di monetine. Poi mi adagio e chiudo gli occhi, ci vorrà almeno un’ora per arrivare a destinazione.

A.Cascio

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