Tutte Eva e tutti Adamo

On 07/06/2016 by alecascio

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Una vecchia fiaba cristiana racconta che l’uomo tradì il suo Dio per colpa di una donna e la sua brama di potere. La fiaba, che pur può apparire innocua, è alla base del testo sacro che accompagna da millenni gran parte del mondo, il punto dal quale si dirameranno in seguito le stirpi da cui discendiamo. Battezzare il proprio figlio è quindi un’accettazione implicita del peccato originale e, di rimando, del ruolo che la donna ha avuto nella perdizione dell’uomo.
Ho iniziato da così lontano per parlare di femminicidio per riavvicinarvi al punto di partenza e farvi comprendere che da lì a dove siamo adesso ci sono solo pochi passi: è per questo che battezziamo ancora i nostri figli. La donna è nella cultura storica dell’uomo il messaggero del diavolo, gli stessi santi ne hanno sottolineato la natura subdola, la stessa Bibbia ne ricalca sempre la doppia faccia.
La cultura collettiva e la cultura di chi gli sta accanto è il primo input che il bambino riceve. Freud affermava che il cervello del neonato fosse un involucro vuoto di pensieri complessi pronto ad assorbire tutto ciò che lo circonda e a creare quindi una sorta di reticolo di immagini, sensazioni, emozioni che non avrà fine se non con la morte.
E qual è stata la prima cosa che ci hanno insegnato da piccoli? Che la donna, creata da una costola di un uomo, ha spinto quest’ultimo a tradire il Supremo riducendo il genere umano in un manipolo di anime sofferenti.
Adamo non ne è mai uscito integro da quella storia, perché non solo viene dipinto come un traditore, ma anche come un debole, perché è debole chi permette alla sua Eva di spingerlo ad oltraggiare il cielo.
Vedete, alcuni di voi potrebbero considerare questa storia stupida e priva di fondamento ma non bisogna mai scordarsi che dal momento in cui fu sottoscritta la cattiveria della donna, essa fu considerata inferiore. Non c’era alcuna marcata inferiorità della donna nella cultura greca, che annoverava tra gli Dei donne come Giunone, non ce n’era tra gli Egizi che incoronarono Cleopatra e che affidavano alle donne alcuni dei più grandi ruoli sociali.
Quando dai un LA a un musicista, ecco che parte la sinfonia. Il bambino è un musicista.
Un uomo che si sottomette a una donna è un Adamo, un uomo che la controlla è con Dio. La donna invece è sempre una Eva.
Se riuscissimo quindi a bruciare le fiabe, smetteremmo di bruciarci l’un l’altro. Se riuscissimo a smettere di raccontare fiabe ai nostri figli potremmo dar loro la possibilità di creare da soli le loro equazioni mentali che portano la donna a non essere sempre vittima degli eventi e l’uomo l’eroe in calzamaglia. Tutto ciò serve a contrastare quello strapotere che la natura ha donato agli uomini intesi come maschi, ovvero quello di essere fisicamente più forti.
E la fisicità, se non è contrastata dal pensiero, ha sempre il sopravvento. Il testosterone va domato e non c’è altro modo di farlo se non compensando con l’intelligenza e il buon senso. Chi manca di quello risponde con la forza ad ogni insulto, si scuote come un Leone in una gabbia di legno e riesce prima o poi a romperla, quella gabbia.
Quello che sostengo infine è il più controverso dei pensieri, ovvero che la donna priva di senno non potrà mai cavarsela di fronte alla ferocia latente di animali bradi. Sta alla donna saper comprendere la pericolosità dell’uomo e contenerla, non istigare non vuol dire sottomettersi, vuol dire riconoscere i propri limiti umani ed è per questo, per recintare la nostra vera natura, gli istinti primordiali, che le leggi esistono. Dal discorso si trae un insegnamento ed è l’unico punto che spero ci troverà d’accordo tutti: l’uso del pensiero, la conoscenza e la cultura sono l’unica arma per prevenire che cane mangi cane, ma non ci sarà mai pensiero a sufficienza per tutti ed è naturale quindi, che ci siano altre vittime da qui all’eternità.

A. Cascio

 

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