Siria: ecco perché la guerra durerà altri cento anni

On 19/07/2016 by alecascio

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Ecco perché la guerra non finirà mai.

Bashar Hafiz al-Asad è il presidente siriano. Non lo si chiama dittatore non solo perché delle finte elezioni appoggiate da diversi stati orientali lo hanno reso tale, ma perché dietro di lui ci sono intere famiglie di aguzzini come il fratello Maher al-Assad, sanguinario comandate delle truppe di elite, della Guardia Repubblicana e responsabile di diverse stragi e crimini contro il suo stesso popolo.
Le famiglie siriane sono matriarcali, la madre del presidente Anisa Makhlouf ha quindi un forte potere decisionale, così anche la moglie di Bashar, Asma.
Il presidente della Repubblica è quindi un mero fantoccio, formatosi a Londra e successo al padre solo perché il fratello Bassil, vero successore alla presidenza, morì in un incidente stradale.
Come può un presidente adottare un regime dittatoriale?
Le elezioni truccate sono una supposizione occidentale, smentita però (una smentita discutibile) da Russia, Iran e Arabia Saudita, per citarne alcuni. In Siria ci sono tre grossi problemi: i ribelli che vogliono rovesciare il regime laico di Assad e formare uno stato musulmano, l’Isis e Assad stesso.
Immaginate adesso un paese con tre cattivi armati che si fanno lotta tra loro e un gruppo di paesi occidentali e orientali che appoggiano quello o quell’altro gruppo e scoprirete perché la Siria è una polveriera.
Tutti contro tutti, senza sosta ed è difficile capire da che parte stare.
Maher Assad è responsabile di crimini efferati, di aver usato armi chimiche e sterminato 30.000 civili per poi seppellirli in una fossa comune. Poi c’è l’Isis, che sembra essere la fazione più debole. Alla fine i ribelli, forti e ben armati.
L’unico in grado di sconfiggere le altre due fazioni è il presidente e quell’aguzzino del fratello, così in qualche modo si prova ad appoggiarlo sperando che alla fine di tutto (dopo la morte di una quantità immensa di civili) si possa far fuori anche Bashar e famiglia e instaurare una democrazia. Ma per far questo bisognerà far guerra all’Iran che si opporrà con tutte le sue forze e all’Arabia Saudita e sopratutto bisognerà ottenere il lasciapassare di Putin, il più forte alleato di Assad.
Ecco, in poche parole, perché ci saranno altri cent’anni di conflitti.
Sì, sembra una guerra tra bambini viziati, una gara a chi ce l’ha più grosso, nessuno vuole sottostare a nessuno, ci sono tifosi e squadre in campo e per chi ha pensato che ci siano dei valori forti dietro a queste guerre, sarà una sorpresa scoprire che in fin dei conti ogni paese immischiato nella faccenda rappresenta il proprio presidente o dittatore che dir si voglia e che il pesce è marcio dalla testa.
Del resto noi abbiamo Renzi e siamo un po’ come lui: ignoranti, un po’ stupidi rispetto alla media europea e non parliamo una parola di inglese.

a.cascio

 

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