Rispetta la polvere

On 06/05/2017 by alecascio

Entra in casa mia, si muove come un’adolescente nonostante i suoi ventisei anni e se non avesse quel culo, quel viso e quell’espressione da vittima sacrificale la caccerei a calci fin da subito.
Tocca i miei oggetti e mi dice: sono pieni di polvere, dovresti pulire.
“Perchè, cos’ha la polvere che non va?”
“In che senso?”
Odio chi fa questa domanda dopo un’affermazione a senso unico.
“Cos’ha che non va la polvere, cosa ti disturba della polvere”
“Fa schifo” risponde con una smorfia che per un po’ me la fa apparire brutta come vorrei che fosse.
Le vado vicino, le afferro le spalle e la guardo negli occhi:
“Giulio Cesare e Napoleone Bonaparte, Klimt, Caravaggio e Alessandro Manzoni, tutte persone che potrebbero passarti attraverso, annullare la tua già precaria personalità se fossero dentro la tua stessa stanza o meglio, nel raggio di cento chilometri. Tutankhamon, Carlo Magno, loro sono polvere come polvere sono i nostri familiari, polvere sono la Luna e le stelle che tanto agognamo e ci ispirano poesia e musica, polvere è quindi la musica e la poesia, l’affascinante Grand Canyon, il Sahara e le lontane terre di Rapa Nui”. Prendo la mia statua della Dea Atena con in mano un mitragliatore e soffio un po’ di magnificenza sul suo viso. Tossisce e mi chiede cosa stia facendo.
“Ti ho aggiunto uno strato di universo, chissà che stasera non brilli come il cielo”.
Non è facile, sapete, trovare una buona scusa alla vostra apatia, ci lavoro da una vita, ho centinaia di pagine di appunti che giustificano con eleganza la mia beata voglia di non fare un cazzo, ma la polvere, quanti facili spunti ti dà la polvere quando hai dentro il fuoco dell’arte misto all’elettricità statica dell’apatico. Non è che le pensi davvero, quelle cose, anche a me la polvere fa ribrezzo, come Hitler, Saddam Hussein, Andy Warhol e il vecchio contadino che aveva il vizio di mettere in moto il trattore alle sei del mattino, ma non vado in giro a raccontare le mie storie alla prima che mi va di portarmi a letto, piuttosto diffondo un credo e ne faccio una religione secolare:
“Rispetta la polvere” dico, “rispetta la polvere, ragazza”.

 

A.Cascio

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