Cristo al tempio: un’umile difesa dell’artista Flavio Insinna

On 25/05/2017 by alecascio

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Voi la conoscete la storia di Gesù e i mercanti?
Ci racconta l’apostolo Giovanni che Gesù fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori dal tempio di Gerusalemme, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!».
Erano mercanti ma li chiamò ladri.
E in punto di morte, la debolezza umana gli fece gridare con rabbia: “Padre, perché mi hai abbandonato?”
Gesù non aveva un sant’Antonio Ricci a screditarlo perché predicava negli orari in cui lui usava predicare, la storia ci insegna che al tempo c’erano molti predicatori come Simon Mago oltre al più noto figlio di Dio, ma non ci sono manoscritti che ne attestano la rivalità.
Sono un noto agnostico (almeno nel mio quartiere) che cita i vangeli, ma probabilmente voi che leggete siete credenti, siete persone che reputano gli insulti e la rabbia qualcosa da condannare. Poco importa se voi per primi, come tutti gli esseri umani, come Cristo perfino, avete sbraitato e insultato qualcuno in un attimo di eccessiva pressione. Lo avete fatto ma non ve ne andate di certo in giro a dirlo agli altri, è stata una debolezza della quale probabilmente non vi vergognate neanche, semplicemente pensate che sono solo “affari vostri”.
Nelle registrazioni di Striscia la Notizia si sente un Insinna arrabbiato coi mercanti, gli autori del suo show, le alte sfere, le stesse persone che decidono di andare in TV e fare scena muta, rendendo il programma moscio. Andare in Tv non è un dovere, ci vai se cosciente di poter intrattenere, perché uno show televisivo è questo, intrattenimento. Poi ci sono riferimenti ai pacchi, alle regole, a una concorrente che abbandona e che “cazzo, sei voluta venire, ora giochi”.
Ma è uno sfogo, una rabbia dovuta a una pressione mediatica non indifferente se pensiamo a una prima serata nel primo canale nazionale. E’ il suo lavoro, il suo pane, lo share può decidere dall’oggi al domani di tagliargli le gambe e licenziarlo, anche se probabilmente il teatro gli darebbe quel poco di sostentamento che un artista merita.
Sì, perchè vedete, Flavio Insinna non è un presentatore, ma un attore, un artista, chi lo ha visto in teatro sa bene che come attore è ancora più bravo che a presentare e se vivi d’arte hai il fuoco dentro, rovesci tutto quanto alla minima pressione, come il buon Vittorio Gassman , noto per aver insultato la madre pubblicamente e con frasi oscene solo per aver sbagliato a recitare La Divina Commedia o per non averla recitata come lui voleva. Fu credo Pippo Baudo a raccontare la divertente storiella, piccola cosa in fondo, perchè Gassman era naif, era com’era.
Il proprio dovere si fa fino ai limiti del possibile, se avessimo un registratore a seguirci passeremmo per pessimi sempre: tutti abbiamo qualcosa da nascondere, tutti siamo folli dentro le mura di casa e lontani da occhi indiscreti.
Una sfuriata al lavoro, la perdita delle staffe solita di chi si trova a tenere sul palmo di una mano il destino di una trasmissione oltre al proprio.
E come lo definiscono? Antifemminista, violento, falso, ipocrita e chi ne ha più ne metta.
Eppure non ha mai nascosto di essere un rabbioso ma infondo innocuo naif, basta leggere la sua autobiografia, basta guardarlo recitare.
Una volta una giornalista Rai mi chiese di girare un piccolo documentario su di me, una piccola cosa che sarebbe andata in onda su Rai Tre per una trasmissione molto bella e sopratutto (cosa oggi rara) umana. Sarebbe stato girato a Roma, mi avrebbe scavato nel profondo e alcune persone a me care avrebbero dovuto parlare di me. Non trovai nessuno, tra i cari, in grado di poter reggere l’occhio scrutatore di una telecamera, sapevo in cuor mio che sarebbe stato un disastro perché io di scheletri nell’armadio ne avevo eccome e come potevo andare in onda in fascia protetta: avrei dovuto mentire.
Per questo rifiutai. Credetemi, voi non avete idea di quanto pesante sia vivere con una telecamera addosso.
Io che Insinna lo amo come attore (raramente mi è capitato di seguirlo in TV) vi chiedo: andate a teatro, allora capirete chi è.
Su Strisca la notizia non spendo una parola, è la TV spazzatura che non accetto, quella che a mio vedere abbassa il livello culturale della gente, a partire dalle battute, studiate per un quoziente intellettivo medio basso (sono un battutista, ho scritto e conosco tutta la filmografia e la Bibliografia di Allen, amo il comedy americano, da Carlin a Lenny Bruce) al finto buonismo che permane tutta la trasmissione: credetemi se vi dico che quando si gestisce un grande business, si maneggia tanto denaro, non si è mai puliti fino in fondo.
Scusate, avevo detto che non avrei speso parole per quella trasmissione e invece…
Non fatevi fregare dai media, rimanete con i piedi per terra, non cadete nei loro giochi disonesti. Rimanete umani senza vergogna come Cristo al tempio di Gerusalemme.
Alessandro Cascio

 

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