Catalogna: flop del referendum, il popolo ha deciso di rimanere annesso alla Spagna ma gl’indipendentisti non ci stanno

On 04/10/2017 by alecascio

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Visto che sulla carta sono tutti rivoluzionari nei paesi altrui, vi spiego una cosa che i giornali fanno fatica a spiegare anche se ci sono due TG ogni sei minuti e tre articoli ogni due. Il referendum in Catalogna ha avuto il 90% di SI ma ha votato meno del 50% degli aventi diritto al voto, quindi se fosse stato un referendum costituzionale, la Catalogna sarebbe rimasto territorio spagnolo.
Facciamo due conti: ci sono 7 523 200 abitanti in Catalogna, di questi solo il 15% ha tra 0-14 anni. Il 10% ha dai 14 ai 24, facciamo quindi una stima del 5% di non votanti che ha da 14 a 17 anni. Sono stime per eccesso, tanto c’è larga possibilità di errore come vedrete.
Togliamo il 20% al numero di abitanti, rimangono 6.018.560 aventi diritto al voto.
Il numero di votanti è stato di 2.260.000.
Fin qui è tutto chiaro?.
Calcoliamo il valore percentuale dei votanti sugli aventi diritto al voto. Il risultato è: 37,55%.
CONSIDERAZIONE FINALE:
Il referendum in Catalogna è stato un flop, non ha raggiunto il quorum e quindi il popolo ha deciso con un 10% di no e un 62,45% di astenuti che la regione deve rimanere annessa alla Spagna. Ora forse mi sbaglio e gli analfabeti funzionali non sono Re Felipe, il governatore della Catalogna, il premier spagnolo e un milione e mezzo di giornalisti e di militanti secessionisti, il chè sarebbe anche più logico, ma ormai a questo mondo dubito della logica collettiva.
Particolarmente interessante è stata la dichiarazione di un anziano, uno dei non votanti mai presi in considerazione dalle TV che ha dichiarato l’impossibilità di votare senza un chiaro programma economico: “Se dovessimo diventare indipendenti, cosa succederebbe?” si domandava.
Mi domando io: dove sono i programmi economici e politici che ogni votante dovrebbe consultare prima di una votazione importante come questa?
Ad oggi nessuna traccia.
La Catalogna sarebbe in grado da sola di far fronte alla mole spropositata di debito pubblico che gli toccherebbe se acquisisse indipendenza?
L’inganno delle strade stracolme è facile che salti all’occhio, ma è appunto un inganno, in quanto quella gente (tanta, milioni di persone) è solo una piccola percentuale (se confrontata a quella dei non votanti) favorevole alla secessione.
Nonostante tutto, nonostante un referendum illegale, che come democrazia insegna dovrebbe far abbandonare l’idea dell’indipendenza per volere del popolo o quantomeno spingere ad indirne uno nuovo e ben fatto attraverso il dialogo col governo spagnolo, il governatore si è detto pronto a dichiarare lo stato indipendente, un atto di sfida che per forza di cose sarà soppresso con la forza.
Sicuramente qualcuno mi smentirà e io lascio questo articolo qui in attesa.

Alessandro Cascio

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