Io sono un eroe

On 26/10/2017 by alecascio

Ho come la testa invasa da cavallette che divorano lentamente ogni zona del mio cervello cancellandomi emozioni e immaginazione, i miei pensieri si rifugiano dove possono fuggendo attraverso cunicoli e fessure consapevoli di non poter evadere, che prima o poi apparirà lo stormo e spianerà il raccolto. Eppure la coscienza mi appare più rigogliosa, liberata finalmente da inutili diavolerie sinaptiche che ne offuscavano la magnificenza. Non era colpa del banchiere se la mia vita e quella dei miei simili era andata a puttane, è quello che sosteneva lui prima che gli pestassi la testa con le mie new rock con la suola in metallo fino a ridurla in brandelli. Non credo abbia sentito il mio sermone, ma “se lavori per il nemico” gli ho spiegato, “fai la forza del nemico, se sei parte di un sistema malato lo alimenti e non sei meno colpevole. E non importa se hai famiglia, non importa se sei innamorato, non importa se cerchi di arrancare come meglio puoi, prima o poi il sangue del sangue del tuo sangue sarà colpito da uno di quei cancri al potere che servi come scaldacazzi in carriera”.
“Tutto ok?” mi ha domandato lo sconosciuto che da anni mi serve drink al bancone, non me lo aveva mai chiesto eppure ero sempre stato strano, fin da piccolo quando dormivo in classe e disegnavo le facce dei miei professori con gli occhi fuori dalle orbite.
“Sì” gli ho risposto e se fosse stato empatico avrebbe saputo che più è corta la risposta più è lunga la bugia.
Io sono un eroe, io conosco la storia, non c’è nazione che non abbia prosperato in seguito a una guerra, non c’è ragione che non sia affiorata florida dopo un trauma, non c’è attenzione senza azione, se non devii il percorso tuo e di chi si è abituato a percorrerlo, tutto rimarrà immobile a soccombere. Io sono un eroe, il Re dell’equilibrio, sono la prima scintilla dell’Inferno.
Non ho figli, non ho amanti, non ho amici, non ho paure, ho abbandonato il mondo terreno già da tempo, da quando mi hanno addebitato due terzi della mia anima sull’ultima bolletta e m’hanno lasciato giusto quella parte furiosa per divertirsi alle mie spalle, a guardarmi contorcere inerme di fronte ai loro sopprusi. Ma se avessero rovistato i miei occhi invece delle mie tasche avrebbero trovato una miccia e un cuore carico di tritolo e quel sorriso sornione dal loro volto sarebbe scomparso lasciando spazio a espressioni terrificate.
Io sono un eroe perché a differenza vostra considero la vita uno strappo verso un luogo a caso sulla cartina, non sono attaccato ad essa come voi ai vostri averi, non ho alcunché da perdere e il mio trofeo è la vostra rovina come per voi lo è la rovina della povera gente che stupida com’è mi tratterà da terrorista, fusa con gli stereotipi di una cultura becera manovrata da santi e imperatori.
Io sono un eroe, perché ho osservato il mostro abbassare la guardia illuso d’essere grande e grosso e quindi inattaccabile. Proprio in quel momento, stupido Golia, si mostrano i punti deboli, gli sbirri parlano di calcio, i portaborse sono al bar, insensate barriere di cartapesta sembrano ornamenti, fragile scenografia di un teatro.
La Bentley lussuosa che ho affittato non verrà mai ripagata, ma tra un minuto Montecitorio farà bum, questo mondo si darà una svegliata scossa dalla detonazione e a me finalmente passerà questo imperterrito mal di testa che mi perseguita da anni. Le cavallette si libereranno nell’aria e io sarò l’innominabile, ma nelle mura domestiche, nei discorsi sussurrati e lontani dalle orecchie della critica, sono certo che per i posteri diverrò un eroe.
AC – Io sono un eroe

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