L’ipocrisia dello stato italiano, spot contro il fumo ma tassazione immorale dei liquidi per e-cigarette

On 20/01/2018 by alecascio

fumo-kvof-u43420562392130tzd-593x443corriere-web-sezioni

Guardavo questa nuova pubblicità progresso ieri, con Nino Frassica. Fumare rende brutti, diceva, il 30% dei cancri  vengono causati dalle sigarette e poi un bel logo del Ministero della salute.
Oggi vado in tabaccheria a comprare due e-liquid per la sigaretta elettronica, innocuo marchingegno che ti permette di tirare vapori saporiti e non nuocere a nessuno, tantomeno a te stesso, io lo chiamo mini-narghilè, perchè è quello in fondo, ma meno dannoso. Porto con me 10 euro per prenderne un paio e la tabaccaia mi chiede 19 euro.
“Ne ho presi solo due” gli dico.
“Lo stato ha aumentato le tasse, da cinque euro a nove euro e cinquanta una boccetta da dieci millilitri”.
Così poso la boccetta, compro un pacco di caramelle e vado via, arrivo a casa, prendo la sigaretta elettronica e la metto in uno scatolone nel ripostiglio, come reliquia, racconterò ai miei nipoti cos’è quando me lo chiederanno, racconterò anche di questa assurda storia di uno stato italiano che si dice contro il cancro e poi spinge la gente a fumare raddoppiando i prezzi a chi vuole smettere.
Io non uso il narghilè elettronico (se lo avessero chiamato così nessuno li avrebbe mai equiparati alle sigarette) per smettere di fumare, per me è un piacevole distensivo, lo uso specie quando scrivo, lo usavo per l’esattezza. Per molti è stato l’input che li ha aiutati a smettere con le bionde. Pochi anni fa c’era stato un aumento degli e-liquid (così si chiamano i liquidi per le e-cigarette) da 4 a 8 euro, erano anche state eliminate le boccette da venti millilitri: solo dieci ML, allo stato non piaceva affatto questo formato convenienza, allo stato non conveniva e neanche alle multinazionali del tabacco. Due anni di lotte, avvocati, molte case di produzione chiusero i battenti, molti negozi dovettero salutare il mercato e ricordo l’anziano signore che gestiva un negozio di e-cigarette sulla Salaria dirmi:
“Perchè? Mi chiedo perchè lo facciano, chi faccia queste leggi e per quale motivo ci vogliano così male. E’ come se stessero cercando di eliminare la dignità italiana, vogliono impoverirci, umiliarci. Ho speso tutto in questo negozio, ho aiutato un sacco di persone a smettere, io ci credevo veramente”.
Chiuse qualche mese dopo, passai a salutarlo e trovai la saracinesca abbassata, nessuna insegna. I temerari in seguito ci riuscirono, dopo anni di lotta la legge decise che non si poteva equiparare la svapata alla sigaretta e allora tutto tornò alla normalità, una boccetta a cinque euro e la e-cig tornò in auge, spuntò anche qualche nuova attività, una molto nota sulla Tuscolana all’altezza di Porta Furba.
Ma lo stato nemico non ci sta a perdere gli introiti di chi è passato dalle bionde allo svapo, perchè i fumatori sono la gallina dalle uova d’oro, quando non si sa chi colpire si colpisce loro che dipendenti dalla nicotina non possono far altro che pagare gli aumenti di tasse quando serve altro cash. Così hanno fatto una legge ad oc, di nascosto e da ieri da 5 euro si è passati a quasi 10 euro, un aumento del doppio che sta spingendo molti a buttare le e-cigarette e che vedrà gli investimenti di tanti negozianti bruciare come cartine Rizla appicciate.
Tassare l’aria, non ci siamo ancora arrivati ma intanto tassiamo il vapore e diamo una stangata all’Italia del lavoro, prima al mondo per la produzione di liquidi per sigarette elettroniche. Lavoratori e aziende spinti in un paio di giorni sull’orlo del disastro, così, per un emendamento di Simona Vicari di AP, che molti ricorderanno come quel politico raggiunto da un avviso di garanzia per aver preso due orologi costosi in cambio di una diminuizione delle tasse sui trasporti marittimi.
Per aggiungere cattiveria: non si potranno più vendere e-liquid via web, chiusi quindi tutti gli e-commerce e in culo al mondo del lavoro.
Alla gente rimane solo il cancro o smettere una volta per tutte, ma non è il tema “smettere fumare” che qui affronto, ma l’ipocrisia di certe pubblicità progresso e un po’ m’incazzo, come probabilmente s’incazzerebbe Nino Frassica se sapesse quanto in realtà allo stato freghi della salute dei suoi cittadini. Ciò che colpisce è che mentre in Gran Bretagna la sigaretta elettronica viene distribuita gratuitamente dal sistema sanitario nazionale a chi vuol smettere col fumo, qui viene equiparata alle dannose sigarette con una tassazione maggiorata del 100%.
C’aveva ragione il vecchio: vogliono umiliarci e toglierci la dignità italiana, quella che io non ho mai conosciuto a dire il vero, se non per qualche match della nazionale dei tempi d’oro.
E’ singolare come dopo questo articolo, il logo del Ministero della salute faccia un po’ ridere, non credete anche voi?
Ma tant’è, accendetevi una cicca e morite, che tanto non valete un cazzo.

A.Cascio

Gli unici ad essersi mobilitati sono quelli del Movimento 5 stelle (e chi altri, lo davamo per scontato),
Il MoVimento 5 Stelle ha già presentato un emendamento abrogativo dell’emendamento.
http://www.beppegrillo.it/2017/11/no_alla_tassa_sullo_svapo_un_danno_alle_nostre_aziende_un_regalo_a_big_tobacco.html

Potete firmare contro l’emendamento Vicari su change.org cliccando qui: https://www.change.org/p/pietro-grasso-no-all-emendamento-vicari-che-vede-nicotina-e-sigarette-elettroniche-sotto-monopolio

 

opuscolo-umidita-e-muffe-ministero-salute-2

Comments are closed.