Alessandro il perdente

On 13/02/2018 by alecascio

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Guardavo Di Battista da Fazio, lo osservavo in verità, perchè osservare è più intimo, a metà e un passo prima del verbo scrutare. Non c’aveva una faccia felice, proprio no, come non ce l’aveva durante la sua diretta a Venezia dentro un modesto camper a parlare del fatto che tutti i giornali hanno attaccato il suo movimento per aver donato 23,1 milioni di euro invece di 23,2. I TG oggi non hanno parlato d’altro, ma lui si scusava comunque. Immaginavo come potesse sentirsi una persona che ha donato in beneficenza 250.000 euro contribuendo a creare 17.500 posti di lavoro dopo aver preso atto che gli italiani non hanno apprezzato il gesto e cercano ogni cavillo per insultare lui e i suoi simili.
“Avremo il 30%” dice da Fazio.
“Come mai ne è così sicuro” chiede il presentatore.
“Certo, a volte i sondaggi possono sbagliare” ribatte, ma non ci credeva neanche lui, non puoi finire al governo quando uomini potenti come Berlusconi, Renzi e Salvini uniscono le loro forze, quando praticamente tutti i media sono nelle mani del nemico, quando si riesce a far leva su sentimenti fascisti, razzisti, mai morti in questo paese ma solo nascosti in attesa di venire diseppelliti da un aizzatore di folle.
Per lo più, da materialista quale sono, pensavo a quei 250.000 euro, che sono più di quanto molti di noi guadagneranno in tutta la loro esistenza, al fatto che forse si è reso conto di avere praticamente castrato un futuro roseo a suo figlio per degli ideali che non hanno avuto presa, perchè nel suo viso si legge la coscienza della sconfitta, a Marzo tutto rimarrà uguale. Quando esce tra la folla di Venezia una coppia gli porge un regalo modesto per il bambino, lui li abbraccia ma non riesce a sorridere, li stringe forte e poi distoglie lo sguardo salutando gli altri, quasi intimidito.
Immaginavo la stessa coppia regalare un giocattolo a Gasparri.
Lo avrebbe preso, certo, ma avrebbe pensato: “Mio figlio ha già un conto intestato a sei mesi, razza di idioti”. Rientrato in Hotel avrebbe gettato il pacco nella spazzatura e seduto in poltrona avrebbe sbottonato la camicia sussurrando:
“Popolo di imbecilli”
Dell’Utri è stato candannato in cassazione per aver fatto da tramite tra Berlusconi e la mafia. Da Fazio, Alessandro cercava di dire che in pratica, la cassazione ha ritenuto Berlusconi colpevole di aver finanziato la Mafia, una cosa apocalittica per qualsiasi essere umano, uno scoop sensazionale per ogni giornalista ma non per quelli italiani, non per Le iene che non hanno tirato fuori alcun servizio su quella rivelazione giudiziaria che in altri paesi avrebbe suscitato clamore.
Vorrei chiedergli in intimità: come ci si sente?
Come ci si sente a buttare al macero più di vent’anni di stipendio di un qualsiasi operaio regalandoli a chi non conosci e a chi ti insulta? Come ci si sente a parlare a vanvera? A stare dalla parte dei perdenti, a combattere senza armi sperando che un popolo ignorante tiri almeno fuori il cuore in assenza di mente?
A fallire?
E immaginavo, tra me e me, che in un attimo di debolezza mi rispondesse:
“Guarda il mio viso, non lo trovi stanco? Guarda il mio sorriso, non lo trovi spento? Sono giovane, ho già dato tutto e ho perso. Non è una sconfitta rigenerante come tra sportivo e sportivo, non è quel tipo di sconfitta. Per questo ho scelto la famiglia alla carriera politica seppur da ragazzo pensavo che non l’avrei mai fatto. Non lo immaginavo un mondo così, non pensavo potesse essere possibile che corruzione e razzismo vincessero su tutto. Che poi magari saremmo andati al governo e avremmo fatto una serie di minchiate enormi, ma almeno c’avevamo dignità. Non conta, la dignità e la politica non si sposano, del resto ogni paese libero nasce da una guerra e quanta dignità c’è in chi ordina di uccidere?”
Lo sguardo vuoto, il pensiero appannato, poi d’un colpo si riprende e sorride.
“Non farlo” gli dico io, “abbandonati pure, questa non è realtà, è solo la mia immaginazione, qui sei al sicuro e puoi rimanere abbattuto quanto desideri, fuori sono scomparsi tutti e lì, in quella valigia ci sono i tuoi soldi, va via e goditeli”.
Sorride ugualmente.
“I soldi immaginari non servono nel mondo dei sogni, ma grazie lo stesso”

AC

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