Partinico. Gaetano Costanzo che sfidò l’ufficialità

On 09/05/2018 by alecascio

Partinico.

Questo paese ha strade desolate, deserti d’asfalto a perdita d’occhio e coprifuoco al tramonto per donne e bambini. Ha palazzi fatiscenti, mucchi d’immondizia agli angoli dei vicoli e tanti di quei delinquenti che certi noti quartieri malfamati al confronto sembrano scorci luminescenti della lunga Portobello Road di Notting Hill che si appresta al carnevale.
Quando vivevo a New York, io al Bronx andavo a fare jogging.
Ma per chi ha vissuto la guerra di mafia, quando si andava in motorino a vedere i morti ammazzati o a parlare con i militari nelle torrette mandati dai piani alti per evitare guerriglie, tutto questo potrebbe essere sopportabile e, specie per uno scrittore, fonte di ispirazione. Non tutti scriviamo splatter stories per editori indipendenti e riviste che leggono solo nei circoli letterari, molti hanno scelto un percorso normale ed è per loro che vado a votare, non per me che faccio della decadenza il mio Oracolo di Delfi. Per inciso, non mi è mai fregato un cazzo dei miei concittadini e non inizierò proprio adesso ad affezionarmi a loro. Ci provo, prendetela come una terapia per la misantropia prescritta dalla mia psichiatra immaginaria che in questa sede chiameremo Coscienza.
Così tento di seguire per la prima volta nella mia vita l’andamento politico del mio comune che si appresta ad eleggere il nuovo sindaco e m’imbatto in individui di tutte le razze. Molti di loro, politici di professione da generazioni, nonostante abbiano contribuito al tracollo economico in cui ci troviamo, sono di nuovo lì, con le mani in tasca, una nella propria e una in quella del vicino. Nel loro curriculim vitae la scritta “wanted dead or alive” eppure sono capaci di mostrare ancora la propria faccia in giro per le sedi di partito.
Chiedo a due possibili consiglieri del sindaco che non nominerò perché qui siamo tutti amici di amici, cugini, parenti e piromani, di indicarmi un modo per comprendere gli obiettivi che si celano dietro al loro impegno sociale, ma sanno a malapena parlare l’italiano anche se hanno il portamento da statisti in carriera.
“Non lo so, bisogna chiedere a chi di competenza” mi dicono.
Siete voi i consiglieri, siete voi quei “chi di competenza”, imbecilli.
Mi rivolgo a un altro possibile consigliere più colto e pieno di energie che in linea generale mi imposta la strategia di marketing della nuova azienda per la quale lavora, poi gli faccio notare che quello che ha sul volantino è il logo di un partito e che il sindaco non è il Presidente della Repubblica, certe scelte non può prenderle.
“Se non le prende lui chi deve prenderle?” mi domanda.
“Non so, Mussolini potrebbe se fosse ancora vivo”.
Finisco con G.S. persona di cultura e giudizio che si offre di farmi avere anche la lista dei consiglieri di Mauro Nicolosi, teologo partinicese capace di parlare venti minuti senza dire un cazzo perché la teologia è l’arte di far passare l’assurdo per razionale e che si dichiara libero dalla schiavitù della regione perché loro, dice, non dipendono da nessuno. Quando la regione arriverà nei panni della corte dei conti a dichiarare il dissesto avrà due possibilità, cambiare idea o trincerarsi contro i cattivi come insorti nel ghetto di Varsavia.
Fin qui tutto bene, se non fosse per un altro consigliere che interviene sostenendo che la mia idea di voler conoscere il programma di un partito prima della sua ufficialità sia insensata. Insensato semmai è non esprimersi sui punti cardine di un programma ancora da definire un mese prima delle elezioni, non scendere sul tecnico, perchè se non si sa fare economia non si può governare un comune, la politica di una piccola cittadina non ha pennellate greche, noi non siamo una nazione in guerra contro i persiani, non dobbiamo stipulare patti di import-export con l’oriente, non dobbiamo denuclearizzare Iran e Corea del Nord, politica per un paesello di provincia è un modo megalomane di chiamare l’economia.
Gaetano Costanzo è il candidato sindaco che ha sfidato l’impossibile, che ha osato lottare contro l’ufficialità parlando dei progetti del suo partito in anticipo invece di mescolare il sugo fino a farlo rapprendere. Del resto è laureato in economia, commercialista e revisore di conti di professione e i conti sono giustappunto il problema principale anche se parlare di economia a un popolo di ignoranti è come parlare di fica a un prete.
Negli articoli successivi presenterò anche gli altri candidati e stilerò una lista dei consiglieri che hanno fatto parte delle passate amministrazioni e che non solo non dovrebbero farsi vedere in giro durante la campagna elettorale, ma dovrebbero passare del tempo in esilio sull’isola di Sant’Elena.
Il punto primo indicato da Costanzo.

- Piano di riequilibrio per affrontare l’imminente dissesto finanziario da parte della Corte dei conti.

“Sappiamo dove intervenire e quali saranno le prime misure” dice a Radio Amica, “dobbiamo evitare il dissesto finanziario”.
In parole spicciole, un dissesto è una sorta di dichiarazione di fallimento da parte del consiglio comunale che non essendo un’azienda deve far fronte ai debiti contratti nel tempo pur mantenendo la continuità di esercizio.
Il dissesto ha molteplici conseguenze, come l’aumento delle tasse fino al limite massimo consentito e il taglio del personale amministrativo. C’è di più ma ci limiteremo a questo per dare una vaga idea della gravità di un dissesto.
Il secondo punto è la

- Rivalutazione degli spazi pubblici compresa Villa Regina Margherita, riaperta al pubblico per meriti del M5S. Tutto questo è stato possibile grazie al volontariato degli attivisti e al lavoro delle aziende che hanno prestato servizio a costo zero, senza oneri per i cittadini. In cinque giorni la villa è ritornata agibile nella parte centrale dopo otto anni di abbandono.
- Il terzo punto interessa più di 300 lavoratori a rischio licenziamento. Il dissesto finanziario causa inevitabilmente effetti che potrebbero ricadere sui dipendenti del comune, effetti previsti dalla legge e non dal volere di sindaco e consiglieri. Fare di tutto per evitare il dissesto è necessario quanto salvaguardare i posti di lavoro dei contrattisti e dei 95 impiegati a tempo indeterminato.
L’immondizia.
- Estremizzare la raccolta differenziata, diminuire i costi ed eliminare l’inquinamento, agire anche socialmente e culturalmente. Solo il 40% della popolazione partinicese paga la tassa sui rifiuti, l’obiettivo è quello di migliorare il servizio e di ricevere il 100% delle tasse dovute (i pochi che stanno pagando vedranno quindi diminuite le proprie tasse). Una nuova e rivoluzionaria idea di Costanzo è quella di far pagare al cittadino una somma in base ai rifiuti che produce, si chiama tariffa puntuale, già adottata da altri comuni.
- Possibilità di compensare il mancato pagamento delle tasse con la propria forza lavoro da spendere in attività sociali e servizi.
- Tagliare i ponti con Riscossione Sicilia per il recupero dei crediti, ente inutile e poco funzionale. Forma sostitutiva della riscossione tramite comune o società esterna.
- Andare in contro ai cittadini moratori disagiati. In base alla situazione patrimoniale non si pagheranno quindi interessi e sanzioni, il debito verrà dilazionato in base alla capacità di reddito, minore è il reddito più lunga sarà la dilazione.
- Aumentare i controlli sulla distilleria Bertolino per assicurarsi che non produca inquinamento. Il Movimento è favorevole alla delocalizzazione, ma nel rispetto totale delle regole.
- Spazi sportivi e luoghi d’incontro per i bambini. Interventi al pallone tensostatico abbandonato e ormai inagibile. Lavorare per l’agibilità dello Stadio Comunale (la squadra di calcio, neopromossa, ha dovuto giocare altrove). Costituire un regolamento di utilizzo delle attività sportive, regolamento tutt’oggi assente.
- Aprire un dialogo con gli enti per l’agricoltura per comprendere assieme su quali punti del programma intervenire per migliorare la produttività.
- Rivalutazione del centro storico e piano traffico per agevolare la viabilità e quei commercianti che mai come in questo periodo hanno conosciuto crisi peggiore.

Ho cercato di essere sintetico perchè il senso di questo articolo possa essere chiaro a tutti: candidarsi a sindaco prima di aver studiato un programma e averne calcolato tutti i risvolti è un po’ come dire alla moglie di mettere le patate in forno perché al pomeriggio si andrà a caccia di conigli. Una candidatura deve avere una prelogica chiara e decisa e spero che tutti i candidati, col tempo, possano dimostrare di avere almeno qualcosa in freezer nel caso in cui il fucile si inceppasse. Questa dovrebbe essere la prassi, non l’eccezione… a meno che non vi piacciano le patate.
Finiamo con un piccolo quiz per allentare la tensione, il Sindaquiz lo chiameremo, un problemino semplice e da quinta elementare che però molti a quanto pare non riescono a risolvere.
“Fingiamo che siate parte di un’azienda sull’orlo del fallimento, siete a un passo dal dichiarare bancarotta e avete bisogno di qualcuno che revisioni i conti e che vi salvi dallo sfacelo. Chi chiamereste?”

A) Un teologo … che in caso di crisi potrebbe darvi una mano a superare il momento difficile consigliandovi di affidarvi a un Dio qualunque.
B) Un pittore … che potrebbe darvi una pitturata alla facciata per attirare più clienti, un murales alla Keith Haring in Via Zandonai per esempio.
C) Un architetto… buttiamo giù tutto, ampliamo, quest’azienda è troppo poco luminosa
D) Un laureato in scienze politiche … che potrebbe usare la diplomazia per stipulare rapporti di pace con le aziende concorrenti
E) Un revisore di conti, commercialista ed economo.
F) Una nonna amorevole … che vi cucini uno stufato e vi coccoli facendovi scordare di essere parte di quel comune in mano alla corte dei conti.
G) Un dipendente delle poste

Non siate troppo tempestivi, avete tempo fino a Giugno per dare una risposta.

A.Cascio

costanzo-gaetano-300x231

 

P.s. Il qui presente dichiara di non essere un attivista del Movimento 5 stelle e che avrebbe scritto le stesse cose anche se Costanzo fosse stato del PD o di qualunque altro partito. Dichiaro inoltre di non avere nulla contro le persone, di essere anzi stupito dal livello culturale medio alto della metà degli aspiranti sindaci, specie dopo la bassezza degli ultimi dieci anni. 

Comments are closed.