Quel povero assassino bendato dalle forze dell’ordine italiane tra l’indignazione del mondo

On 30/07/2019 by alecascio

Povero ragazzo, costretto a sopportare le atroci torture di quei delinquenti dei carabinieri. Voi forse non avete mai avuto una benda sugli occhi, ma posso assicurarvi che vi sentite spaesati, impauriti, non sapete cosa potrebbe succedervi, vi domandate quanta luce ci sia veramente, quante persone ci siano davvero dentro la stanza e chi vi stia interrogando. Percepite le voci, ma non le associateai volti e questo vi manda al manicomio. Dopo aver maciullato con otto o undici (che dir si voglia) coltellate un uomo per della cocaina/aspirina, siete già abbastanza scossi e una benda potrebbe peggiorare il vostro già precario stato mentale, alterarlo del tutto. La tortura è un grave reato, tanto che le associazioni per i diritti umani da anni lottano per l’abolizione delle bende sugli occhi. Pensate poi se a fare tutto questo sono dei Carabinieri, gente che le bende dovrebbe combatterle, non usarle. Dovremmo smantellare le aziende di bende, scovare i loro laboratori clandestini ed essere più severi con chi le produce. Il povero ragazzo, visibilmente affranto, sa già di dover scontare vent’anni, forse quindici con la buona condotta, per aver sbudellato un carabiniere e questo è già un grosso trauma per un giovane straniero cosciente di non poter vivere libero fino ai 34 o 39 anni. Ci sono entrate nel cuore le parole di Pietro Grasso: “La prima cosa che chiesi a Provenzano, autore di stragi e della pianificazione del mio delitto e del rapimento di mio figlio, è se gli servisse qualcosa”.
Lo spietato boss chiese delle cure, un cappuccino con caffè decaffeinato, un cornetto con la crema al pistacchio ma se non c’era anche uno con crema pasticcera andava bene e il buon Pietro glielo portò, poi gli pulì le gocce di latte sul muso con un fazzolettino perchè il pover’uomo era ancora ammanettato e questo gl’impediva di bere la sua bevanda con facilità.
I giornali americani e Trump stesso si sono indignati per il disumano trattamento riservato al ragazzo, hanno urlato “noi a Guantanamo non avevamo bende, non siamo animali, per Dio”. Durante un comizio di Trump sul ritorno alla pena di morte in tutti gli stati degli USA, la platea ha indossato una benda sugli occhi in segno di protesta. Noi però non siamo un popolo privo di sentimenti, tutti gl’italiani hanno infatti alzato la voce e il carabiniere che ha scattato la foto è stato assicurato alla giustizia con un trasferimento immediato. Ma non è finita, si chiedono risposte concrete, perchè nulla ti dà il diritto di bendare qualcuno, neanche se ha aperto in due un uomo in divisa intento a servire lo stato, quello stato che dovrebbe assicurare una buona visuale a ogni killer, terrorista o boss mafioso. Spero che la giustizia trionfi, nonostante il terribile scatto del quale consiglio la visione solo a persone forti di cuore, che si torni ad essere umani ed onesti, nel nome di tutti quelli che hanno perso la vita per difendere il diritto di ogni cittadino a vedere chiaramente un commissariato quando ci finisce dentro.
Restiamo umani per favore.

A. Cascio

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