L’Amazzonia brucia. Chi sono i colpevoli dell’incendio?

On 24/08/2019 by alecascio

Ve lo spiego con parole mie.
Il trattato tra Unione Europea e Mercosur (Mercado Común del Sur) è stato approvato solo il 1 luglio con grande felicità della Germania, del Portogallo e della Spagna che in cambio di un aumento delle importazioni di carne bovina, prodotti agricoli, legno e chi più ne ha più ne metta da Brasile Paraguay, Argentina e Uruguay, hanno ottenuto la possibilità di esportare auto in sudamerica a tassazioni ridicole rispetto al 35% precedente. Dal primo di Luglio in poi, SUV, utilitarie, pesticidi e macchinari di vario tipo possono partire per il sudamerica senza dover sopportare quei brutti-brutti dazi che ci tagliavano le gambe.
Juncker, presidente della commissione europea, ha esultato: “Questo è uno dei più grandi accordi mai fatti con il sudamerica” e poi è andato a mignotte con Bolsonaro.
Alcuni paesi hanno ammonito: sì, però dovete occuparvi delle politiche di salvaguardia dell’Amazzonia.
“Ma Cristo de um Deus, ma certo, ma per chi ci avete preso, tranquilo, sem problema” ha risposto Bolsonaro e l’indomani dà il via libera alla Bancada Ruralista di far quel cazzo che vuole con la foresta perchè i contadini e gli allevatori hanno bisogno di terra per far fronte al nuovo accordo.
Qualche giorno dopo scoppia uno dei più grandi incendi che l’Amazzonia abbia mai conosciuto.
Ops. Ma chissà come mai, chissà di chi è la colpa.
Lo dico con la testa china di chi vorrebbe essere smentito da esperti del settore, possibilmente che non siano neolaureati con la smart o esperti degli approfondimenti di Pomeriggio 5. Vedo siti che chiedono donazioni per salvare la foresta Amazzonica e tutto questo sarabbe bellissimo se servisse a poco più di un cazzo. L’Amazzonia non brucia perchè non ci sono soldi per piantare alberi, brucia perchè i governi dei nove stati in cui essa si estende hanno delle politiche discutibili riguardo la gestione della foresta, perchè i capi dell’Europa e delle multinazionali sono… qual è un modo pulito per dire stronzo?
<<Quivi venimmo, e quindi giù nel fosso
Vidi gente attuffata in uno sterco,
Che dalli uman privadi parea mosso.>>
I contadini, per aumentare il territorio coltivabile, danno fuoco a porzioni di foresta da piantare a soia. Ma non è solo colpa loro, per carità, è anche colpa nostra che appoggiamo le multinazionali comprando inutilità prodotte in quei luoghi. Degli italiani anche? In piccola parte, perchè la soia prodotta in Amazzonia è destinata per lo più ai mercati cinesi che in quanto a cibi insipidi e privi di sapore sono i masterchef della galassia conosciuta. La mafia del legno, così viene chiamata, fa il resto esportando illegalmente tonnellate di legno pregiato di cui la nostra civiltà ha assoluto bisogno: bangkiari, balau, bongosi, ipè, caoba, meranti, palisandro, sapelli, sipo, teca, wenge e acacia. Legni resistenti alle tarme, legni che più legni di questi non si può. Il 70% di quello è tagliato illegalmente e il fatto che la dicitura “legno sostenibile” riportato nel rimanente 30% ci faccia pensare di star facendo un favore al pianeta, comprandolo, ci battezza tutti. Non esiste un legno sostenibile a meno che non si pianti un albero per ogni albero abbattuto e si attenda che diventi adulto abbastanza per rimpiazzare l’altro. Alcune aziende lo fanno, non tutto il legno ci condanna all’Inferno. Poi c’è il problema degli allevatori: bruciare foresta, macellare bovini.
Quest’ultimi hanno già deforestato il Gran Chaco nell’indifferenza collettiva per riempirsi lo stomaco.
Bruciare foresta, mangiare bistecca.
L’ex presidente Temer aveva svenduto 46 mila chilometri di foresta alle aziende minerarie salvo poi fare marcia indietro perchè le nuove elezioni erano alle porte e sul profilo Twitter c’aveva più insulti che emoticon. Bolsonaro ha pensato bene che piantare soia fosse più utile che respirare, contadini, allevatori, delinquenti e minatori brasiliani non si sono fatti scrupoli ad avallare queste scellerate opinioni.
Adesso che tutto è a fuoco le grandi menti politiche del mondo si stanno chiedendo: “Ma non è che con quell’accordo, con quella cosa del libero scambio, abbiamo fatto una gran cazzata?”
Tutti tranne la Svizzera, l’Islanda, il Linchestein e la Norvegia che sbattendosene del mondo intero oggi hanno stipulato un nuovo contratto con il Mercosur. Ma è la Svizzera, la conosciamo già insomma…
Ed ora vedo associazioni che raccolgo soldi per cosa? Per impiccare Bolsonaro? No, per piantare alberi. Per dare due calci in culo a Juncker, ai cinesi mangiasoia, ai produttori di SUV, ai brasiliani?
No, per piantare alberi.
Dateli pure quei cinque euro ad Amazon Watch se volete, scrivete pure #prayforamazonia e chiedete a Dio di rinunciare a parte del suo meleto per il nostro bene, io vi ho semplicemente spiegato che il problema non sono i soldi e neanche la semenza.

AC

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