Le dicono terrona, la picchiano, le lussano una spalla, le sputano in faccia. Racconta la sua storia di violenza da Barbara D’Urso che sorridente risponde: “Fate pace”.

On 18/09/2019 by alecascio

Della storia di Ilde ho seguito tutto per filo e per segno fin dal giorno dell’accaduto.
Entra nel cortile di casa sua, ha una appartamento in affitto, si è dovuta trasferire per inseguire il lavoro ovunque esso fugga, come molti siciliani, molti italiani a dire il vero. Due condomini iniziano a insultarla perché, in quanto affittuaria, sostengono che lei non abbia alcun diritto di posteggiare l’auto nel cortile. Ci sono sei appartamenti in quel condominio di Forlì e altrettanti posti auto per chi li abita, ma questo non sembra importare alla coppia razzista che con violenza si scaglia contro la donna. Lui le pesta un piede, le urla che puzza, che è una terrona, una mafiosa, la strattona così forte da lussarle la spalla destra facendola finire in ospedale e le sputa in bocca. Di fronte ai carabinieri ribatte: “Se ti permetti a denunciarmi passerai un brutto quarto d’ora”.
Ilde ha paura, è una donna sola con due figli a carico che vive in una città a lei sconosciuta, ma lo stesso, nonostante le occhiataccie dei giorni a venire, decide di esporsi e di raccontare la sua storia ai giornali e a Pomeriggio 5 di fronte a una Barbara D’Urso che, nonostante il racconto e i referti del medico, declassa la cosa a “semplice lite tra condomini” per venire in contro a un miniformat che ha creato nel suo ignobile teatrino per l’italiano medio-basso, più basso che medio.
“In questa trasmissione abbiamo deciso di occuparci, come ben sapete, delle liti tra vicini di casa”.
La storia di Ilde è differente dalle solite liti, è andata lì (non di sua volontà, ma contattata dalla redazione, questo tenetelo bene a mente) a raccontare una storia di violenza e razzismo, ma la D’Urso non sembra comprenderlo e liquida la cosa in fretta, ansiosa di passare alla storia di Marco Carta e del furto della maglietta che va avanti da mesi e che sembra attirare le masse più dell’omicidio di JFK.
“Fate pace” dice la D’Urso.
“Barbara, lei lotta da sempre contro gli abusi sulle donne: come può chiedermi una cosa simile?”
“Torneremo a parlarne” ribatte la D’Urso, “ma il mio compito è quello di farvi fare pace”.
Poi con i suoi sorrisi e tra gli applausi di chi vive in un mondo incantato fatto di lustrini e standig ovation, torna al gossip, ciò che più le interessa.
C’è una ragazzina di tredici anni che cambia mille vestiti e borse e canta con la madre in alcuni video su Instagram, degli opinionisti li giudicano perchè i ragazzi non dovrebbero esporsi tanto o perchè bisogna insegnare ai più piccoli a guadagnarsele, le borse.  I giovani d’oggi… il web ci ucciderà tutti… tutto molto interessante.
Torniamo a Ilde. Tutti i giornali in settimana hanno riportato la notizia: Fanpage, Il fatto quotidiano, La Repubblica, Ansa e altri, innumerevoli, di portata nazionale o regionale, dando il giusto peso alla storia. Del Debbio giovedì farà un approfondimento nella sua trasmissione eppure lei, principessina delle fiabe e fallita Dottoressa Giò, non sembra aver letto un solo rigo prima di affrontare un argomento di questa portata.
Io e Ilde siamo in contatto, la chiamo, è affranta, arrabbiata, i suoi aggressori hanno riferito in dieci secondi d’intervista di essere estranei ai fatti e, dichiarando il falso, di essere stati aggrediti a loro volta, di essere stati chiamati “contadini”, un epiteto poco consono al linguaggio di Ilde che tra i contadini e i pescatori è cresciuta.
Le rispondo sinceramente, da chi tra quella gente ha bazzicato un po’, pochissimo e solo per motivi di studio, che bisogna essere preparati quando ci si presenta in una trasmissione simile, i conduttori vogliono vittime, non donne forti e con la testa alta, vogliono lacrime non combattenti.
“Barbara, ma c’è un referto del medico, una prognosi di una settimana. Barbara… Barbara…”
Il servizio si chiude senza approfondimenti, senza una parola circa le minacce dell’uomo che le ha promesso un brutto quarto d’ora, il vuoto cosmico e la maglietta rubata da Carta che sembra la cosa più importante in Italia, in questo periodo storico.

Ho pensato di affrontare questo sprazzo di giornalismo in modo creativo, artistico, giacchè è quel che sono, di andare dalla signora D’Urso, sputarle in faccia, lussarle la spalla, chiamarla terrona e puzzolente, minacciarla e poi chiederle scusa e con un sorriso domandarle:
“Che ne dice, le va di fare pace?”
E poi documentare tutto per il suo grande show.
Ma in Italia ci sono queste “assurde” leggi sugli abusi che non mi permettono di esprimermi a dovere.

Giovedì 19 Settembre, Paolo del Debbio, Dritto e Rovescio, Rete 4.
Sperando che il caso Marco Carta per quel giorno si sia chiuso, anche perché sta surclassando il nostro amato Walter Nudo che ha ritrovato l’amore ed è pronto a parlarne in una lunga intervista oggi pomeriggio.

adf

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