Pizzeria Impastato chiude: il notizione sconcertante che ha sconvolto tutta la Sicilia

On 26/10/2019 by alecascio

Oggi vi parlerò di qualcosa di cui non vi fregherà un cazzo, di una notizia talmente inutile che a confronto gli status di Andrea Diprè sono letteratura contemporanea.
Prendiamo un articolo “a minchia di cane”, postiamolo s’un giornale e poi copiaincolliamolo su altri giornali web e avremo un sacco di testate che parlano della stessa storia e una visione catastrofica di un evento irrilevante.
Il titolone dice: “Licenze irregolari, abusi edilizi e carenze igieniche: chiude la pizzeria Impastato”
Da questo titolo, chi legge solo i titoli (perchè su Facebook tra una chat, un video di una scimmia che scorreggia e un meme non c’è tempo per andare a fondo) immagina una pizzeria che agisce nell’illegalità, sporca, che è costretta dalle forze dell’ordine a chiudere i battenti e titolari rom lì a urlare “spacco bottilia se non va via, putana!”
Poi c’è chi legge perchè quella pizzeria è conosciuta da tutti per via del buon cibo, della cortesia del personale, delle iniziative antimafia e dell’aria familiare che si respira d’Estate quando si ha bisogno di riempirsi la pancia con una buona pizza dopo una giornata di mare, e capisce che “si sta facendo pruvulazzo” per dirla in gergo.
Il primo grande problema esposto è questo:
le licenze sono state rilasciate dal comune di Cinisi, non da quello di Carini.
Impastato risponde:
“C’è un problema di confini, il comune di Carini mi ha fatto presente che il locale ricade nel suo territorio e noi avevamo le licenze per Cinisi, quindi ci dobbiamo adeguare.”.
Una cosa omettono tutte le testate tranne una: “Io sono in affitto” – dice Impastato – “non c’entro nulla col locale”
Poi continua ma su molti giornali non viene riportata la dichiarazione, sono robe che ti devi andare a cercare: “Sono licenze rilasciate a mio padre 60 anni fa, ce le hanno rilasciate il Municipio, il monopolio di stato, le autorità competenti” che cazzo volete da me se sono una massa di decerebrati che non hanno neanche idea di come fare il proprio mestiere, cosa volete che mi cambi se prendo una licenza a destra oppure a manca?
Per precisare, da “che cazzo volete” ad “a manca?” non è stato mai dichiarato da Impastato ma lo aggiungo io perchè a mio parere lo ha pensato.
Se siete arrivati fin qui è per la mia fine ironia, perchè non c’avete nulla da fare o perchè volete farvi del male. E pensate che questa è la notiziona del giorno, mica trafiletti.
Palermo Today scrive che Impastato ha parlato di licenza rilasciata 50 anni fa, La Repubblica parla di 60 anni. Si sta facendo un esame al carbonio 14 sulle licenze per risalire alla data esatta.
Quando sei a Villagrazia di Carini sei al confine, una scarpa a Carini e una scarpa a Cinisi, la pizzeria è circa 100 metri oltre Cinisi anche se si pensava fosse esattamente a metà tra i due territori e che quindi fosse di competenza di entrambi i comuni, ma questo nel 1960 o nel 1970 dipende dal giornalista che scrive l’articolo e dalla marca di orologio che porta al polso.
Impastato dichiara che semplicemente “gli è stato fatto presente” senza alcun rimprovero o chissà quale fulmine e saetta da parte delle autorità e ci si sta mettendo in regola, si sta pagando la multa, nessun aereo per il Messico e corsa in auto verso il confine inseguiti dalle volanti della polizia.
L’articolo finisce con “Chiude la pizzeria Impastato” che sembra irrilevante ma ai fini della comunicazione non lo è ed io di comunicazione ne so qualcosa: c’ho un profilo Facebook e uno Instagram, mica sono pinco panco.
“Abbiamo chiuso noi – dice Impastato -, non ci ha fatto chiudere nessuno. Stiamo facendo dei lavori di ristrutturazione, stiamo sistemando il tetto perché c’erano delle infiltrazioni di umidità. C’era un po’ di amianto e lo abbiamo dovuto togliere. Abbiamo fatto il bagno per i disabili. Abbiamo chiamato l’Unità sanitaria locale – afferma – per capire come ci dobbiamo adeguare, i muratori stanno lavorando”.
Quindi non ha chiuso per licenze rilasciate da contrabbandieri colombiani, jacuzi non autorizzate, sorci nelle pizze, scarafaggi al posto delle cozze. Però questo sembra, dal titolo, anche perchè “sono stati loro a chiamare l’unità sanitaria locale”, praticamente si sono costituiti.
“Oltre alla questione delle licenze sono state rilevate irregolarità per alcune modifiche strutturali effettuate sull’immobile che ospita la pizzeria.”
Un tetto, per essere esatti, in legno. Se lo lasci aperto, arieggiato, non deve essere sanato, se lo chiudi con delle vetrate sì, sono le leggi del cazzo che ci portano a non essere padroni delle nostre case. Io avevo per esempio una veranda con tetto che ho chiuso perchè mi diceva la testa e per due mura ho dovuto pagare 5000 euro allo stato più il costo dei lavori nonostante non abbia aumentato la perimetria dell’abitazione. L’ingegnere mi disse “no, è una veranda chiusa, è a norma” poi il geometra “ma che vai pensando”, poi lo stato “o paghi o ti buttiamo giù tutto con il tritolo”. Novemila euro per due mura che porca puttana in Tailandia ci compri un appartamento a due piani.
Come dice Aldo, il mio tabaccaio di fiducia: “Nella prossima vita ci dobbiamo fare assegnare le case popolari”
Lo so, ora verrò sbattuto su tutti i giornali anche io, ma ho messo tutto in regola, pagato, certo potevo comprarmi un’auto nuova ma la mia Clio va ancora che è una meraviglia.
Insomma, ci sarebbe da aprire un discorso sulle ville abusive in riva al mare ancora in piedi e su noi piccoli esseri insignificanti che dobbiamo essere crocifissi per delle vetrate. Ma glissiamo.
“Si stanno controllando gli scontrini fiscali” dice l’articolo, un articolo su cinque, che non vuol dire aver commesso un illecito, ma vallo a spiegare all’analfabeta funzionale. A ruota si controllano a tutti, verranno pure da voi se avete un’attività, state sereni e battetela quella caramella alla menta che date come resto, criminali.
Per scroprire tutto questo ho dovuto leggere non un articolo, ma ben sette, perchè ognuno riporta una parte di notizia e tutti assieme fanno un grosso “ma chi se ne frega” male argomentato. E pensate che è gente che si è presa la laurea in giornalismo, che al confronto scienze delle comunicazioni è Harvard tutta per intero.
Di carenze igieniche neanche l’ombra di una letterina minuscola, niente, lo mettiamo nel titolo perchè tanto chi cazzo leggerà, chi avrà così sale in zucca da pensare che un’attività chiusa con dei lavori in corso non può essere indagata per carenze igieniche perchè “è chiusa, ci sono i muratori, non stanno operando, non stanno somministrando cibarie, ci sono martelli pneumatici, rudi uomini in maglietta bianca con l’ombelico di fuori che sputano in terra e cemento dappertutto”. Che poi l’unità sanitaria locale l’ha chiamata Impastato stesso, l’ho già detto.
Ed è questa, alla fine, la mia indagine sull’argomento, sulla notizia che ha declassato la guerra in Siria a una partita di paintball tra vicini di casa.

“In questo locale sono venuti Saviano, Don Luigi Ciotti e ci sono delle iniziative legate all’antimafia ogni estate quindi – conclude Giovanni Impastato – questo è un posto scomodo. E in questo locale ho subito anche degli attentati”.
Giovanni Impastato

ghfg

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