Alitalia – Come l’italiano guarda il dito e non la Luna

On 15/05/2020 by alecascio

Vi racconto una storia piccola piccola, vi va di ascoltarla? E’ talmente breve che la potete leggerla in dieci secondi netti e magari questi potrebbero farvi cambiare la visione della vostra esistenza, specie poi se non arrivate a fine mese, se siete oberati di tasse e se ce l’avete con Silvia Romano perchè “deve tornarci quei 4 milioni, anche a rate”.
E’ una delle tante storie che raccontano di come i vostri soldi finiscano nel cesso ogni giorno e del perchè siete poveri o meno benestanti di quanto potreste essere. Ce ne sono a miliardi, di soldi pubblici sprecati, sia chiaro, ma oggi ci concentreremo su (dadaaaan): Alitalia.
Pensate che per la nostra amata compagnia di bandiera, solo tra il 1974 e il 2007, lo stato italiano ha speso (tra aumenti di capitale e contributi pubblici) 5,397 miliardi di euro. Poi arrivò il 2008 e il patriottico Silvio Berlusconi si oppose alla vendita di Alitalia ad Air France perchè “non si poteva svendere la compagnia di bandiera”. Questa sua opposizione ci costò altri 4,1 miliardi di euro fino al 2014. Ma che sono? Briciole in confronto all’orgoglio nazionalpopolare.
In seguito, il governo Gentiloni prestò alla compagnia altri 900 milioni di euro, Poste Italiane altri 75 milioni.
La stima dei soldi pubblici versati ad Alitalia nel 2018 era arrivata a 8,700 miliardi di euro che senza virgole, vuol dire 8 miliardi e settecento milioni. V’immaginate cosa avremmo potuto fare con tutti quei soldi? Se ce li ritornano, io compro un camper, ho sempre desiderato un camper.
Ad oggi Alitalia perde due milioni di euro al giorno dei vostri soldi e a Novembre del 2019 è stato nominato dal M5S un supercommissario per fermare questo sperpero di denaro pubblico. L’eroe venuto da un pianeta lontano ha 6 mesi per capire cosa fare, in questi sei mesi voi perderete circa 200 milioni di euro. Ieri avete perso due milioni, oggi altri due, domani altri due: pensate che in una settimana ci potevamo ricomprare tre Silvie Romano e mezzo.
Ok, forse è stata meno breve di quel che vi avevo promesso, ma almeno non vi ho rubato un solo euro, io.
Vi direi di condividere, che magari la gente s’incazza e nasce la “Rivoluzione italiana del 2020″, riportata su tutti i libri di storia nei secoli dei secoli, e poi documentari, film, opere teatrali… ma al massimo ci ritroveremmo inondati da commenti sgrammaticati di pensionati con la faccia imbronciata a due centimetri dallo schermo.

AC – Fiabe italiane per “adulti?”

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