Al supermarket/Il marrone anni ’70

On 15/05/2020 by alecascio

Incontro sta tipa giù al supermercato, non la vedevo da qualcosa come quindici anni. Mi dice: “Sei più vecchio”. Io le rispondo: “Tu invece contro ogni legge biologica sei più giovane”.
“Ah grazie” ribatte sorridente e penso che ancora più difficile di essere sarcastici, per molti è comprendere il sarcasmo.
Dopo quindici anni tutti siamo “più vecchi”, se ne avevi cinque ne avrai venti, se ne avevi venti adesso ne avrai trentacinque, va così, per alcuni forse non è divertente ma è la legge della natura. Con lungimiranza, ho sempre scritto diari, poi tramutati in blog, poi in fogli virtuali, salvato tutte le mie foto e pensieri cosicchè un giorno potessi frugare nei vecchi ricordi ed evitare di sognare di voler tornare stupido come ai vent’anni. C’era qualche ruga in meno o qualche capello bianco in meno, ma per queste due stronzate non varrebbe di certo la pena tornate indietro.
Quel che posso consigliare è d’invecchiare saggiamente, di avvicinarsi ogni anno a un’idea di Nirvana del tutto personale, al “voi stessi” concettuale che più vi piace anche se non apprezzato dagli altri, perchè con il vostro cervello dovrete conviverci fino alla morte, ad esso siete legati carnalmente per l’intera esistenza, non potete offrirgli un drink e scoparvelo anche se non è il vostro tipo, non potete pagarlo a prestazione, è finchè morte non vi separi, anche se molti vivono col proprio cervello da separati in casa.

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La cosa che ricordo di più della mia infanzia è il marrone. Erano gli anni ’80 ma si veniva da un decennio in cui il marrone la faceva da padrone e ancora n’eravamo circondati. Gli anni ’70 erano stati marroni fino al limite della sopportazione. Divani in pelle, pantaloni, giacche, mobili, piastrelle, lenzuola, tutto nelle miriadi di gradazioni esistenti.
Dal cachi, al beige, dal color biscotto al color sabbia, ocra, ruggine, c’erano laboratori specializzati e scienziati pagati per scoprire nuove tonalità di marrone e che noi chiamavamo all’epoca “marroniani”. Così arrivammo noi che crescendo avremmo colorato tutto di rosa shocking, blue electric, viola, fucsia, talvolta esagerando, ma era una sorta di terapia d’urto perchè il marrone si attacca alla vita più di qualsiasi altro colore.
Mio nonno era marrone, per esempio.
Non ero ancora adolescente negli anni ’80, certo, ma mi piace pensare di aver fatto la mia parte odiando quell’inutile, vecchio, smorto e fetido colore che ho già nominato fin troppe volte.

 

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