Mezza Italia all’Ikea. Il caso di Angioletto di Taranto. Difendetevi dal giornalismo italiano.

On 20/05/2020 by alecascio

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Dal giornalismo dovete difendervi, ve lo dico col cuore pieno di speranza, lo dico specie a voi che avete dei figli e vorreste consegnare loro un’Italia migliore.
Mandano gli spot in TV in cui ti chiedono di investire sugli editori seri, quelli che pagano le tasse e offrono pubblicità, poi lo stesso TGCOM24 scrive “riapre l’Ikea, mezza Italia in fila” quando c’è stato un afflusso di circa 90.000 persone e distanziate.
La gente legge “mezza Italia” e pensa: “Dio mio, milioni e milioni di persone” e ovviamente (ma neanche tanto) le insulta, scordando che l’Ikea dà comunque lavoro (coi dati aggiornati al 2019) a quasi 8000 famiglie.
Ma il giornalismo è furbo, chiamato in causa potrebbe rispondervi: “Mezza Italia nel senso: poche persone, ma appartenenti a mezza Italia, essendo l’Ikea presente in 14 regioni italiane su 20″.

E pensate che non c’è alcun servizio dietro la notizia, hanno solo preso un video di un privato e lo hanno sbattuto sul proprio sito per onor di cronaca.

Scrivete loro: “Quanta pubblicità avete venduto oggi con questo sensazionale scoop?” poi ringraziateli per le tasse (riferendovi al noto spot mediaset) e ricordate loro che il giornalismo italiano prende finanziamenti dall’alba dei tempi.
La comunicazione giornalistica dovrebbero studiarla già dalle elementari. “Leggo per leggittima difesa” diceva Woody Allen.
Proprio ieri scrivevo a 8 testate giornalistiche chiedendo notizie sul caso di “Angioletto”, pestato a Taranto dai carabinieri perchè scambiato per uno spacciatore e ritrovato privo di sensi e immerso della sua urina. La risposta è stata: “No, non abbiamo trattato l’argomento”.
Questo nonostante ci siano filmati, dichiarazioni dei presenti e dei migliori amici di Angelo, onesto lavoratore, che adesso va da uno psichiatra perchè ha manie di persecuzione. Il fatto è successo il 5 Maggio, oggi ne abbiamo 20, i carabinieri si sono intrufolati illegalmente nell’ambulanza in cui veniva trasportato Angelo nonostante la ferma opposizione dei medici del Pronto Soccorso. Alla mia proposta di occuparsi del caso, la più importante testata tarantina mi ha risposto: “Non abbiamo fonti certe, quindi non possiamo verificare”.
“Siete giornalisti” ho risposto, “dovete andare al commissariato, poi dall’avvocato di Angelo, poi da Angelo, poi dai testimoni che anch’io so chi sono, ve lo devo insegnare io il mestiere?”
Spunta di avvenuta lettura, fine.
Non dovreste mai condividere alcune “notizia” se non argomentando con le vostre impressioni lucide, se non arricchendo o ampliando il discorso, non dovreste dare risalto ad alcun giornale.

 

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