Marcia su Roma e proteste: lo state facendo in ritardo e per i motivi sbagliati

On 31/05/2020 by alecascio

Perchè non la facevate due mesi fa la marcia su Roma, perchè non lo dicevate due mesi fa che “il virus è un trucco per venderci alla Cina”, “una roba escogitata per far fallire l’Italia”, perchè non vi siete rivoltati quando il picco di contagi era al massimo e i morti venivano portati via con le camionette dei militari. Lo fate adesso, che dopo la quarantena i contagi sono calati a picco, che tutto ha funzionato anche se con immensi sacrifici e una multitudine di errori leciti perchè una pandemia è un fulmine a ciel sereno, lo fate adesso che probabilmente il virus si è indebolito, ora che non avete più paura di essere intubati, di soffocare nel vostro muco, che i polmoni vi si brucino a tal punto da necessitare di un trapianto. Ditelo alle sei milioni di persone infette che in realtà non hanno niente, ditelo ai parenti dei 350.000 morti che i loro congiunti sarebbero morti comunque. State protestando per le cause sbagliate e lo state facendo una volta al sicuro, da codardi, attaccando una nazione che in cinquant’anni, sì, vi ha lentamente impoverito e ha rovinato la propria immagine agli occhi del mondo, ma che comunque col virus ha fatto quel che andava fatto. Protestate sotto gli ecomostri, i ponti crollati, gli stadi in disuso, gli ospedali aperti e poi chiusi chiedendo indietro i soldi a chi ha costruito obbrobri con le vostre tasse. Protestate sotto casa delle grandi aziende che pur di non darvi uno stipendio adeguato si sono trasferite all’estero. Andate a combattere le mafie, protestate sotto le ville dei boss che si arricchiscono alle vostre spalle, fatecelo vedere quel coraggio che avete voi di Casapound e voi cittadini incazzati. Richiedete indietro i 168 milioni a Renzi per il suo Air Force One, andate sotto casa sua e costringetelo a vendersi le mutande, urlate contro chi ha prestato miliardi di euro ad Alitalia (Berlusconi, Gentiloni) che oggi vi toglie dai portafogli due milioni di euro al giorno.
Una rivoluzione è fatta di teste e soldati, le teste riflettono, sanno farlo, ma qui vedo solo soldati e neanche bene addestrati che ad ogni bomba lanciata rischiano di farsi saltare le dita.
Non ci sono teste.

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