Angela di Mondello, la Signora del “non ce n’è coviddi”. Ve la presento.

On 31/07/2020 by alecascio

Questa è Angela, disoccupata con una bambina, il marito ha perso il lavoro e ha vissuto la sua quarantena con il reddito di cittadinanza. Angela ha detto ciò che anche io e molti siciliani abbiamo sempre detto, ovvero che il Covid in Sicilia è quasi assente. Anche durante il picco i casi erano minimi, siamo arrivati infatti a 3270 casi in totale (ad oggi) su una popolazione di cinque milioni di persone e su un’estensione di 26.000 km2 che ci rende la regione più estesa d’Italia.
A me non hanno fatto nè una canzone, nè un videogames.
Ci terrei, cortesemente.
In Sicilia si parla il siciliano, così come a Roma si parla romanesco o a Firenze il toscano. L’Unesco ha definito il siciliano una vera e propria lingua, un idioma separato dal resto dei dialetti italiani e qui risulta come lingua ufficiale nello statuto di molte città. Mistura di lingue puniche, greco, latino, arabo e lingue germaniche, a volte suona un po’ buffa, altre prepotente, ma è la cadenza di chi è abituato a parlare in siciliano ogni giorno per la sua intera vita.
Angela è diventata lo zimbello dell’Italia intera, la sua immagine è stata usata illegalmente per miriadi di cose che già conoscete.
Giustamente rivendica la sua dignità.
Ad Angela hanno augurato la morte del figlio, non sapendo che un figlio l’ha perso davvero.
Adesso tutte le minacce sono in mano agli avvocati.
Angela non ha chiesto di essere intervistata, era al mare, distanziata e con in borsa le mascherine, perchè qui, nonostante il virus sia raro, abbiamo le stesse leggi del resto d’Italia, non possiamo quindi entrare nei locali senza mascherina o creare assembramenti privi di precauzioni.
Si chiama bullismo, anche se si fa per ridere, come si fa per ridere quando si chiama balena una ragazzina a scuola ed è lo stesso bullismo che v’indigna e contro il quale fingente di combattere.
Oggi dobbiamo temere la gente che ha un cellulare in mano, un microfono e una videocamera e che sopra ogni legge giudica e condanna secondo regole sociali dettate dal disgustoso perbenismo che aleggia s’una società tutt’altro che perbene.

Volevo solo presentarvela.

ang

Comments are closed.