La vendetta di madre natura o come direbbe la scienza: SARS-CoV-2=Covid19>Cluster5 di visone danese

On 11/11/2020 by alecascio

C’era un ragazzo, in Marzo, che con un atteggiamento timido, con una voce sommessa, si era avventurato in questa sciocchezza tutta moderna di dire la sua sul virus girando un video dalla sua stanzetta buia. “Forse” diceva, “dovremmo evitare di mangiare animali o almeno di allevarli in modo intensivo perchè, vedete, non ci siamo mai beccati una pestilenza da un’albicocca o da una prugna, non c’è l’influenza pomodorina e anche se quelle di ceppo animale degli ultimi anni le abbiamo chiamate Sars, non sono mai arrivate dai pomodori. Non c’è la peste broccolina ma quella bovina, magari dovremmo considerare l’idea di accanirci sulle barbabietole e lasciar perdere i tacchini per qualche centinaio d’anni.” Non lo ha detto proprio così ma credo fosse questo il concetto e giù, nello spazio dedicato ai gentiluomini e alle gentildonne, insulti, minacce, emoticon con la faccia cattiva, tanto che il ragazzotto credo abbia cancellato il video al quinto vaffanculo. Ora in Danimarca il virus è riuscito a mutare diventando più forte, lo hanno chiamato Cluster 5 ed è stato rilevato nei visoni, animali che allevano a milioni per esportare pellicce in tutto il mondo. 12 persone lo avevano, il Cluster 5 e il governo danese ha pensato bene di abbattere 17 milioni di capi sotterrandoli in fosse comuni grazie all’intervento di uomini in una specie di tuta spaziale bianca. Il Cluster 5 non è neanche stato tradotto su wikipedia per l’Italia, eppure c’è da dire che se dovesse diffondersi vanificherebbe ogni sforzo perchè i vaccini non riuscirebbero a combatterlo. Gli allevatori di visoni sono restii a sopprimere le loro bestie perchè è il loro lavoro vestire i ricchi coglioni del mondo e a perdere tutta quella moneta non ci pensano neanche. Così è probabile che il Cluster 5 sia ancora attivo, tanto che molte nazioni hanno chiuso i battenti a chi, per qualunque motivo inspiegabile, viaggi dalla Danimarca. Tra i visoni, i pipistrelli, le carcasse del mercato di Wuhan un po’ ti viene da pensare al ragazzo timido del video, ti viene da pensare che un po’ gli animali si sono rotti il cazzo di noi e del nostro modo di fare economia con la loro pelle e con atteggiamento passivo-aggressivo ce lo stanno mettendo al culo una buona volta. Come puoi non pensare che se il covid muta in un visone non possa mutare in una capra, una gallina, una vacca, un porco o in una di quelle blatte d’appartamento che amano servire nei ristoranti in Cina? Così lo scenario diventa Orwelliano, da film di Hollywood, da Il pianeta delle scimmie e ti accorgi di appartenere alla razza inferiore dopo secoli passati a pensare di essere a capo del mondo, con le tue gambe lunghe e le dita prensili, la capacità di andare nello spazio e di creare memes divertenti con la sola imposizione delle dita s’una tastiera. Ti accorgi che sei come un monolite di cartone, un trader incravattato al 77esimo piano di una torre gemella che alla vista di un Boeing 737 che sta per spiaccicarsi sulla veduta panoramica del suo ufficio, l’unica cosa che riesce a pensare prima di finire arrosto nel cemento è di chiudere la finestra.

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