Addio campione: lettera aperta a chi odia Maradona.

On 26/11/2020 by alecascio
L’unico piacere che può provare chi scredita l’amore del mondo per un grande artista dello sport è un piacere diabolico, spinto dalla cattiveria, dalla mediocrità, da una ricerca di una superiorità che esiste solo nella logica malata della loro mente.
Dopo una settimana di lavoro ci si stringeva tutti di fronte a una radio e finalmente operai, medici, spazzini e imprenditori divenivano una cosa sola, il calcio ci livellava come la morte, le famiglie si riunivano con le schedine in mano sperando di sbarcare il lunario finalmente. Io tifavo la squadra di mio padre e questo mi legava molto a lui, le partite erano un momento solo nostro, mio e suo. Maradona era il giocatore che volevamo diventare da grandi quando giocavamo per strada, ci ha regalato un sogno, era un esempio sportivo e della sua vita privata non ci fregava un cazzo come a lui della nostra. Lo svago non è meno importante della cultura o della politica o di qualsiasi cosa mettiate di fronte ad esso, è necessario a vivere meglio, con più leggerezza, la stessa che ci chiedevano grandi scienziati come Einstein o egregi scrittori come Mark Twain. Il mondo ha milioni di esempi negativi, specie tra la gente del passato, quando non esisteva quella ipocrisia moderna che frena anche i più impetuosi. Attori che non recitano più nei film di Woody Allen, calciatori uniti contro il razzismo, cantanti contro la violenza di genere e questo ci basta a considerarle tutte brave persone, ci rasserena, pian piano la figura del cattivo cesserà di esistere, almeno pubblicamente.
Maradona era quel che era, non lo nascondeva, è per questo che vi fa schifo come uomo, perchè se sei te stesso fino in fondo prima o poi finisci per far schifo a qualcuno, come ci fareste schifo voi se vi conoscessimo davvero.
I suoi errori non li avete pagati voi, ma lui, allora mi chiedo per quale motivo vi comportiate come se vi avessero negato un credito.
“Io sono bianco o nero, non sarò mai grigio”, diceva, “odiatemi pure se volete”.
Per voi odiare è facile, quindi non ve lo siete fatti dire due volte, ma noi abbiamo pensato che se lo ha perdonato il Papa, forse potremmo farlo anche noi.
Di lui di certo non possiamo dire che ci abbia tolto qualcosa e se vi sentite derubati per la sua esistenza, allora avevate controllato male le vostre tasche.
“La vita è una tombola, notte e giorno e se io fossi Maradona vivrei come lui” cantava Manu Chao, forse per sottolineare che, quando si è un campione nello sport ma meno nella vita, certi mali scelgono te non tu loro e allora è necessario provare a “non sbagliare mai di fronte a qualsiasi porechieria, anche se la vita è una tombola” e in quanto tale non puoi govenarla.
Lui vi dedicherebbe questo applauso.
maradona-5

Comments are closed.