Sanremo 2021 – Madame: “Voce” e il dolce dialogo con se stessi.

On 03/03/2021 by alecascio
Una volta ascoltavo una lunga intervista a un noto autore italiano fuggito a lavorare in Francia dov’era molto più apprezzato.
Si rivolgeva ai giovani, diceva loro: “Affidatevi a dei professionisti, non fate tutto da soli, il bello della musica è anche questo, collaborare”.
Riuscire a esprimere se stessi col supporto di chi può insegnarti a farlo al meglio non svilisce la tua genuinità ma la esalta.
La piccola Madame di 16 anni poteva fare breccia tra gli youtubers con la sua sfacciataggine e un nuovo stile, ma quando ci si affida ad artisti come Durdust (che di successi ne ha messi giù parecchi) e a scrittori e teatranti come Botta, allora viene fuori qualcosa che si discosta dal resto, di professionale e di alto livello pur adattato al linguaggio moderno.
“Voce” sembrerebbe a un primo ascolto una canzone d’amor perduto, come tante, in realtà è un dialogo interiore, una ricerca dell’io annebbiato, un guardarsi dentro per ricomporsi.
Madame chiama quella se stessa scomparsa “amore”, cosa insolita anche in un testo introspettivo.
“Non so se ti ricordi di me, sarà bello abbracciarti, dirti ‘mi sei mancata’. Voglio che la mia voce viva a cent’anni da me, fumo per sbarazzarmene, ma torna da me”.
E’ un’ipotesi da prendere in considerazione: amo cantare ma se sopprimessi questa mia capacità per tornare la ragazzina semplice che ero? Del resto il successo porta a mille incognite sul proprio futuro e rischia di farti scordare da dove vieni, Madame però sembra risoluta: “La forma delle mie labbra ha scritto da dove nasci tu e che non morirai”
Crescere, anche musicalmente, fare milioni di visualizzazioni, essere scelta da Ronaldo per i suoi spot, passare da un piccolo paesello di provincia a collaborare con quelli che prima erano i tuoi idoli, ti porta per forza di cose a cambiare, a perdere quella spensieratezza per sposare una carriera, un impegno, una posizione economica che a soli 18 anni, per quanto sia un sogno, può pesarti quanto pesano quelle critiche: “Adesso che ridono di me”.
“Un po’ mi mancano quei giri in giostra, quelle grida per strada, quel ridere da sola, giocare col contrasto dei rossetti”.
E’ una cosa che dovremmo fare tutti quando subiamo un cambiamento. Parlarci con dolcezza.
“Dove sei finita amore?
Come, non ci sei più?
Ti dico che mi manchi e se vuoi ti dico cosa mi manca”.
E nel bosco di noi, quel luogo in cui nascondiamo ciò che eravamo come se ce ne vergognassimo, dovremmo tornare ogni tanto perchè l’altra parte di noi si ricorda che siamo un’unica cosa e desidera abbracciarci per sentrisi un po’ a casa.
madame
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