Anthony Fazio, Luc Monagnier e quel report cinese a cui nessuno prestò attenzione

On 05/06/2021 by alecascio
Perché scrivo spesso che i virologi non hanno alcuna certezza ma suppongono e incrociano le dita? Perché per me è davvero difficile fidarsi di quella gente pur mettendoci tanta buona volontà?
Perché i media sono pieni di virologi con un dottorato che smentiscono le affermazioni di altri virologi con un dottorato e spesso di semplici opinionisti e politici che smentiscono ricercatori e scienziati che hanno comunque conseguito una laurea e svolto diversi studi su campi simili.
L’anno scorso non lo avete letto, lo scrissi ma in pochissimi prestarono attenzione perché allora non si parlava di pandemia, spero che oggi presterete un po’ più di attenzione e, come è doveroso fare, vi documenterete a riguardo attaccandomi anche, se necessario.
Nel Febbraio del 2020 trovai su Reddit il report degli studiosi cinesi Botao Xiao e Lei Xiao della South China University of Technology chiamati a svelare quale fossero le cause della diffusione del virus a Wuhan. A postarlo fu un anonimo cittadino cinese. Al tempo c’erano stati 546 morti in Cina e non si parlava di pandemia globale, la ricerca infatti riguardava solo l’avvenimento di Wuhan ed era interna alla sola regione.
I due studiosi ipotizzavano che il virus fosse sfuggito al laboratorio tramite una serie di mancate accortezze dei ricercatori. Uno di questi, poi deceduto, usava farsi fotografare con i pipistrelli usati come cavie e catturati durante le spedizioni nelle grotte per poi postare gli scatti su Twitter, scatti in seguito rimossi.
In una mappa, Lei e Botao tracciavano il percorso del virus, le distanze tra i luoghi focolaio (due laboratori, il mercato, un ospedale, un deposito di rifiuti accanto al mercato) per dimostrare come fosse facile trasportarlo da un luogo all’altro.
Asserivano di aver rivenuto scarti di pipistrello nel deposito di rifiuti posto accanto al mercato e che probabilmente, i primi malati di covid avevano chiesto assistenza in ospedale infettando i presenti. Con dovizia di particolari tracciarono la distanza tra il mercato e i laboratori che era di 277, 73 metri e le distanze tra gli scarti gettati senza criterio e il mercato.
Non solo, ma conoscevano con esattezza (dopo aver fatto uno screen autorizzato) ogni movimento dei ricercatori e il numero di pipistrelli catturati indicati come Rhinolophus Affinis, 155 catturati ad Hubei e 450 a Zhejiang a 900 km dal mercato di Wuhan. Intervistarono numero 31 residenti e numero 28 visitatori che assicurarono che quel tipo di pipistrello non era mai stato messo in vendita al mercato e mai usato come alimento.
Il genoma del virus nei pazienti infetti era uguale a quello dei pipistrelli con un’oscillazione che andava dall’89% al 96%.
Come già ripetuto più volte non c’era ancora alcuna pandemia e collaborando con una giornalista per conto di un’agenzia di stampa, misi a sua disposizione la traduzione integrale del testo che a mio avviso era troppo accurato per essere solo un documento campato in aria. Inoltre, il fatto che la ricerca fu ordinata dallo stesso governo cinese e destinata a non essere divulgata, mi faceva credere che fosse attendibile.
Il report era ovviamente già in mano ai giornalisti e non fui di certo io a diffondere la notizia.
Da lì a poco i giornali ne parlarono, alcuni legati all’agenzia di stampa ne scrissero un piccolo articolo, ma in seguito i governi europei e cinesi cominciarono a smentire tutto anche in per via delle pesanti accuse di Trump e tutto cadde nel dimenticatoio fin quando, qualche mese fa Luc Montagnier (che ricordiamo essere un premio Nobel e non un opinionista), affermò che dopo aver analizzato il virus era assolutamente certo che provenisse da un laboratorio.
“E’ stato manipolato, non è al 100% naturale”.
Non disse che fu prodotto, non disse che fu diffuso di proposito, ma riconobbe solo l’’intervento umano. Montagnier è stato da tempo screditato dalla comunità scientifica quindi anche le sue dichiarazioni non furono prese in considerazione.
Pochi giorni fa, dopo un anno e quattro mesi dal sovracitato report di Botao e Lei, Anthony Fazio, virologo statunitense acclamato e, a detta del governo degli Stati Uniti, fondamentale per il contenimento della pandemia, se ne esce con una buona nuova: “Ho modo di credere che il virus sia fuggito da un laboratorio di Wuhan”.
Più di un anno fa mi chiesi come mai nessuno, in TV, parlasse del report cinese, del perché non fu mai passato al setaccio, oggi mi chiedo come si possa arrivare a una conclusione resa subito nota (anche se ipotizzata da uno studio, nessuno può sapere con certezza cosa sia accaduto) dopo tutto questo tempo. Come può il governo cinese ordinare un report accurato per poi screditarlo anche se partito da una sua prestigiosa università?
Riguardo ai vaccini, è notizia di oggi che uno studio spagnolo ha dimostrato che i guariti da Covid19 generano anticorpi per tutta una vita. Questo dopo aver vaccinato un quarto della popolazione. Notizia di ieri, invece, è che è stato dato il via alla sperimentazione di un nuovo vaccino LeCovax2 che non si basa più sull’mRNA.
Ci si domanda quindi: ma se i vaccini mRNA sono sicuri e i frammenti di proteina spike prodotti per allenare gli anticorpi non causano alcun danno nel tempo (nota la frase del professor Galli: “Non possiamo sapere se avrà effetti collaterali tra dieci anni”), perché cambiare metodo?
Io non ho dato alcuna risposta, ho posto delle lecite domande e spero che come tali vengano recepite, domande alle quali la comunità scientifica non sa dare risposte concrete o per lo meno, non una soltanto. Ognuno ha la sua opinione e forse è proprio quest’era ipercomunicativa a star peggiorando la situazione, perché ad essere ignoranti si vive meglio anche se qui non si sa più chi è l’ingnorante e quale nozione o mancanza di essa ci renda tali.
A. Cascio
bvb

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