DDL Zan. Perchè è sacrosanto il diritto di aiutare i bambini nel loro processo di transizione

On 10/07/2021 by alecascio
Tutti a scuola avevamo quel bambino a cui davamo del f*****, quello che aveva comportamenti femminili, che legava più con le bimbe, più fragile sotto certi aspetti e che poi, in età adulta, si è scoperto omosessuale. I bullizzati non andavano a casa a dire alle loro madri che a scuola lo chiamavano f*****, nessuno poteva mai capire ciò che stavano passando. Io sono il primo di quei bulli, li ho derisi mille volte, li ho umiliati perchè gli altri lo facevano, perchè se stavi dalla parte loro eri f***** anche tu. Hanno dovuto crescere, comprendersi, lottare da soli per essere finalmente fieri del proprio genere, prima dell’età adulta non si spiegavano cosa avessero di diverso dagli altri, erano reietti senza nessuna colpa.
Credo che Zan, con la sua intenzione di insegnare il gender nelle scuole, con la dichiarazione “aiutiamo i bambini nel loro processo di transizione”, non volesse affatto chiedere a nessuno di cambiare sesso, vuole semplicemente evitare che si viva l’infanzia come un trauma indelebile, che si cresca convinti di essere sbagliati, che una volta per tutte si comprenda fin dalla tenera età che discriminare qualcuno per il proprio orientamento sessuale è sbagliato, così da evitare episodi di razzismo anche da grandi.
Questo pensiero è eccessivo per chi vive nel tempo presente, lo sa anche Zan, sa benissimo che nessuno vuole un figlio f***** e che semmai, anche i genitori più aperti e che sventolano bandiere arcobaleno, vorrebbero che al contrario, si riportasse il bambino sui “binari”, non lo dicono ma lo vorrebbero con tutto il cuore.
Le leggi che richiedono grandi cambiamenti non si fanno per chi vive l’oggi, si fanno per le generazioni future, per chi vivrà il domani, non si ha alcuna presunzione di voler vedere i frutti di una grande rivoluzione culturale fin da subito, probabilmente Zan, come molti di noi, non sarà neanche più in vita quando questo cambiamento avverrà, ma dobbiamo accettare il fatto che prima o poi avverrà, perchè l’omosessualità è reale, esiste ed esisterà sempre, quel che si spera di far scomparire è l’omofobia, il disadattamento, il trauma.
E questo a parer mio, è “pensare al bene dei bambini”.
Scrivevo in un mio romanzo che nessun figlio dovrebbe ringraziare un genitore per avergli dato la vita perchè mettendo al mondo un bambino doniamo anche sofferenza e morte. Perciò un figlio non appartiene a un genitore, ci si appartiene solo nell’amore e nel rispetto.
Perchè non volete un figlio f*****?
Perchè verrebbe deriso, umiliato, perchè lo chiamerebbero f*****, per l’appunto o perchè al lavoro tutti sussurrerebbero che tu sei quello col figlio che si veste da donna.
E se tutto questo un giorno non esistesse più? Accettereste il genere del figlio senza preoccuparvi?
Non volete un figlio f***** perchè non diventereste nonni, ma se si potessero adottare i bambini orfani e venisse dichiarato (come ha già fatto la UCLA University con una ricerca durata 25 anni) che la sessualità dei genitori non influisce sulla crescita e sul genere del bambino, quale altro motivo avreste, per non volere un figlio f***** oltre alla vostra latente omofobia?
Ci sono molte cose sbagliate nel DDL Zan, o giuste ma che in mano ai giuristi potrebbero diventare sbagliate, ci sono eccessi o regole già dettate da altre leggi che regolano il comportamento umano a prescindere dal sesso, ma quelle che riguardano le discriminazione o il supporto al genere, le trovo sacrosante, fermo restando che i genitori debbano essere sempre gli unici a decidere sui propri figli, a patto che non si commettano crimini contro di essi.
Potrei sbagliarmi, è solo un parere, non ho intenzione di sentenziare, ma io osservo la realtà e sono stato un bullo e col senno di poi, quel che ho lasciato a quella gente è una ferita in una vita che non mi apparteneva e sulla quale non avrei dovuto avere nessun potere. Invece l’ho avuto e niente e nessuno mi ha fermato.
bnhgh

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