Tutta la maledetta verità sul whisky

On 17/08/2012 by alecascio


Mi si è scaldata la vita dalla gola alla vescica con un solo sorso di quella roba, sangue di Cristo e Belzebù mischiati assieme e versati in un’elegante bottiglia dal corpo piatto, nascosta come un adulterio nel retrobottega di un droghiere.
Lei mi guarda come se stessi pisciando sul Monte degli Ulivi fischiettando “Malted Milk” di Robert Jhonson.
Le allungo il bicchiere e le chiedo cos’abbia da fissare.
“Ho sete” le dico, “ho bisogno di bere”.
Mi risponde che loro, “gli esseri umani” sottolinea come se io non fossi di questa terra, usano bere dell’acqua quando provano quella particolare sensazione.
Non mi alzo, ma è come se l’avessi fatto perché il mio sguardo, seppure parta dal basso, ritrova nella sua intensità un pari livello che aumenta man mano che le spiego una volta per tutte la maledetta verità sulla dipendenza e su quella sua bevanda divina che ci costringe tutti a dubitare perfino del Sole, che ci induce a tenere sotto controllo l’intero ecosistema.
“Beviamo alcolici per rilassarci” le dico “e ci sentiamo ansiosi se saltiamo qualche serata al bar. Beviamo l’acqua per sopravvivere invece e solo tre giorni senza ci causano febbre, vomito, diarrea e conseguente morte. Un eccesso di alcolici ci uccide così come un eccesso d’acqua ci provoca intossicazione, nausea, coma e un decesso tra atroci sofferenze.”
Mostro il mio bicchiere vuoto e gliene allungo un’altro come invito a tenermi compagnia.
“Nessun alcolico porterà mai più dipendenza della semplice, pura e apparentemente mansueta acqua” continuo, “quindi smetti di bestemmiare gli alcolici, smettila di guardarmi in quel modo e versami un altro bicchiere di Scotch, Cristo Dio, che quella roba non travolgerà mai villaggi, non inghiottirà mai terre, non spazzerà via il genere umano dovesse fornicare tre volte i sodomiti.”
Smetto e il silenzio sopraggiunto mi permette di sentire il rumore che fa il Southern quando bacia il cristallo.
“Ci vuoi anche un po’ di ghiaccio?” mi chiede Melanie pescando con la mano in un secchiello.
La fermo in tempo: “Cos’è, hai deciso di uccidermi?”
E questa volta gusto a sorsi i miei venti minuti di quiete.

Alessandro Cascio – Da: Tutta la maledetta verità su Escobar Ep.1

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